Predappio, il sindaco: "Nel 150° dobbiamo fare i conti anche col Ventennio"

Predappio, il sindaco: "Nel 150° dobbiamo fare i conti anche col Ventennio"

Giorgio Frassineti, sindaco di Predappio

"Può capitare che salendo in un taxi a Roma qualcuno quasi si butti ai tuoi piedi". E' quello che può accadare al sindaco di Predappio, la città natale di Benito Mussolini. Lo racconta Giorgio Frassineti, primo cittadino del piccole comune forlivese, famoso però in tutto il mondo per aver dato alla luce il Duce. Così come può succedere che "in un Comune dove da sempre governa il centrosinistra ti invitino a parlare di Mussolini e ti becchi urla e insulti. Eppure i conti con la nostra storia vanno fatti".

 

In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia la sua idea di celebrazione è chiara: "150 anni di storia vanno presi tutti. Non se ne possono ricordare 150 meno 20. La storia del nostro Paese dobbiamo ricordarla per intero, anche se non ci piace. E dobbiamo farci i conti. Perché solo così si può evitare di ripetere gli errori del passato".


Frassineti spiega che in realtà Predappio "può essere considerato un luogo di studio per la storia del ‘900 e per la storia d'Italia". Prima di Mussolini, infatti, a Predappio approdò anche Garibaldi: "Dopo la disfatta della Repubblica romana nel 1849 - spiega Frassineti - l'Eroe dei due mondi alloggiò durante la sua fuga nella casa dove 5 anni dopo sarebbe nato Alessandro Mussolini, padre di Benito".


Certo, si torna sempre lì, perché "non si può parlare di Predappio senza parlare di Mussolini". Ma il sindaco, oltre alle arcinote storie del duce, preferisce ricordare il gesto di un altro suo concittadino, Adone Zoli, antifascista e partigiano. "Nel 1957 - ricorda Frassineti - dopo essere diventato presidente del Consiglio, compie un gesto di saggezza politica e pietà cristiana, riportando il corpo di Mussolini a Predappio". Da lì la vita del Comue cambia di nuovo, con circa 80-100 mila persone che ogni anno visitano la tomba di Mussolini.


"E allora - riprende il filo Frassineti - la storia d'Italia va ricordata tutta, va ricordato che un padre della democrazia e nostro faro come Adone Zoli ha compiuto questo gesto. Così come va ricordata quella parte di storia che ci piace di meno: questo Paese non ha fatto fino in fondo i conti con il fascismo. E Predappio potrebbe essere un luogo di studio in questo senso".


Intanto nel Comune romagnolo si preparano i festeggiamenti: "Aderiremo di certo alla Notte tricolore - afferma Frassineti - e abbiamo coinvolto le scuole, gli studenti i professori e tutta l'amministrazione in un progetto basato sul tema della pace. Inoltre prevediamo una serie di iniziative su Garibaldi e la sua storia. Da domani, infine, parte una mostra al Senato, dedicata proprio a Zoli".

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