Predappio: la Rocca si 'apre' e diventa enoteca

Predappio: la Rocca si 'apre' e diventa enoteca

Predappio: la Rocca si 'apre' e diventa enoteca

PREDAPPIO - Promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione, far conoscere più da vicino l'attività e i prodotti delle cantine del territorio, offrire l'esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni e della qualità. Predappio, storica "culla" del Sangiovese di Romagna, non si ferma e continua a promuovere il suo vino e il suo territorio con l'apertura primaverile dell'enoteca all'interno della neorestaurata Rocca medievale.

 

Poderosi bastioni, strette feritoie e torrioni angolari che per secoli l'hanno resa imprendibile. Così, ancora in odore di battaglie fra guelfi e ghibellini si presenta oggi, arroccata fra le case del borgo antico, la Rocca medievale di Predappio Alta. Un imponente e integro castello che gli accurati restauri hanno trasformato da maniero d'armigeri in una suggestiva enoteca. Qui dal weekend del 25 aprile fino al mese di ottobre visitatori, enoturisti e appassionati del vino potranno degustare e acquistare tutta la produzione di Sangiovese made in Predappio e scoprire il patrimonio storico del territorio.   

 

 La Rocca-enoteca resterà aperta nei pomeriggi della domenica e giorni festivi nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre e del fine settimana intero (sabato e domenica) nei mesi di giugno, luglio e agosto: in programma in collaborazione con l'AIS (Associazione Italiana Sommeliers) Romagna un ciclo di degustazioni dei vini delle 10 aziende aderenti all'Associazione per la Promozione del Sangiovese di Predappio, in abbinamento con la degustazione - a cura dell'Associazione Pro Loco di Predappio Alta - di prodotti tipici della gastronomia locale (piadina, affettati, formaggi e, tra questi, l'ormai celebre formaggio di grotta, pecorino di provenienza toscana stagionato nelle grotte della ex Solfatara di Predappio Alta).

 

A fare gli onori di casa in occasione dell'apertura, per il primo appuntamento di domenica 26 aprile, sarà la storica Azienda Fattoria Casetto dei Mandorli di Giuseppe Nicolucci entrata quest'anno nel gotha dei vini premiati dalla Guida ai Vini d'Italia (ed. 2009) con il suo autocotono più nobile, il Sangiovese, quel "Predappio di Predappio Vigna del Generale 2005" (già premiato tra l'altro lo scorso luglio come ‘eccellenza' dalla guida regionale dell'Associazione Italiana Sommelier "La Romagna da bere") meritandosi l'ambitissimo riconoscimento dei tre bicchieri.

 

Fuori, a poche centinaia di metri dagli imponenti muri perimetrali della rocca, lo spettacolo dei vigneti che si allungano a perdita d'occhio sulle soleggiate colline dell'alto forlivese, completano questa ideale immersione nelle tradizioni più nobili della Romagna del vino. In questi vigneti infatti, che godono del fortunato terroir di Predappio, il Sangiovese di Romagna si trasforma in un grande cru che rappresenta la punta di diamante dell'enologia romagnola e che, sperano i produttori, potrà presto guadagnare la cittadinanza di ‘sottozona', riconoscimento conferito col contagocce a quelle località collinari altamente vocate e storiche per il vitigno sangiovese, preferibilmente clone R24, ritenuto autoctono della Romagna.

 

Una storia lunga e gratificante quella di questo grande rosso e del suo terroir, che cresce da millenni sui calanchi e sulle colline assolate di Predappio, dove le crete mature di cui è composto il terreno si sposano felicemente con l'alberello di Bacco.

 

E lungo le Strade del vino di Romagna, dove gli appassionati ricercano le aziende vinicole fiorite in zone vocate tra degustazioni, spuntini e visite in cantina, il turismo del vino passa da Predappio dove dieci aziende vinicole di qualità (Tenuta Pandolfa, Tenuta Godenza, Fattoria Casetto dei Mandorli Nicolucci, Cantina Forlì - Predappio, Azienda Stefano Berti, Azienda Rocca Le Caminate, Azienda Condè, Azienda La Fornace, Azienda Zanetti Protonotari Campi e l'Azienda Piccolo Brunelli di Strada San Zeno) si sono consorziate per la promozione del loro splendido Sangiovese e ogni fine settimana aprono a curiosi e appassionati le porte delle loro cantine, quelle storiche, dove si respira l'antica atmosfera di botti austere e bottiglie dormienti, e dove  si può degustare e comperare il grande Rosso romagnolo. L'iniziativa, che durerà da aprile a ottobre, si chiama Il Calice dell'ospitalità: in segno di benvenuto infatti ogni azienda offrirà i visitatori un calice di Sangiovese, in un ideale percorso di degustazione tra le colline predappiesi.

 

Altra tappa fondamentale per chiunque voglia conoscere da vicino il territorio di Predappio e la sua tradizione vitivinicola è il Museo del Vino, allestito all'interno delle cantine risalenti al ‘400 della famiglia Zoli: Il museo (che si trova al piano inferiore dell'edificio che ospita il ristorante-enoteca "Vècia Cantena d'la Pré") ospita gli attrezzi della civiltà contadina più strettamente legati alla vinificazione, e in modo particolare le botti ed i tini "storici" utilizzati dai vignaioli predappiesi, i cui proprietari sono identificati dalla targa in legno con riportato il loro soprannome in dialetto romagnolo.

 

Dal 4 aprile al 2 giugno Predappio diventa anche città d'arte con l'esposizione "Orme del Novecento" ospitata all'interno della casa natale di Benito Mussolini: in mostra i capolavori di artisti come Andy Warhol, Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana e Felice Casorati solo per citarne alcuni. Le opere, oltre 50, provengono da importanti collezioni private romagnole. Grande attesa per "Flowers" di Warhol, un acquerello su carboncino del 1974, "Donna contesa" di Dalì, "Grafica della 2RC" di Fontana e "Trovatore" di De Chirico. L'iniziativa, curata dal critico Enzo Dall'Ara, è promossa dal Comune di Predappio.

 

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