PREDAPPIO - ''Predappio in luce'': la città tra immagine e rappresentazione 1920-1940

PREDAPPIO - ''Predappio in luce'': la città tra immagine e rappresentazione 1920-1940

PREDAPPIO - Sabato 16 giugno alle ore 18.00 inaugura presso la casa natale di Benito Mussolini la mostra fotografica documentaria Predappio in luce: la città tra immagine e rappresentazione 1920-1940.

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La mostra, organizzata dall’associazione culturale cameranote di Elisa Giovannetti e Raffaella Biscioni nell’ambito del programma triennale di iniziative “Predappio in luce” ideato da Marco Bertozzi e Gianfranco Miro Gori, intende dare conto della rappresentazione fotografica di Predappio tra le due guerre.

Le immagini esposte, frutto di un’approfondita ricerca iconografica, provengono da alcuni tra i più importanti archivi nazionali, regionali, locali di conservazione e da alcune collezioni private del territorio. Il percorso espositivo è articolato in sezioni tematiche, riflesso dei topoi visivi che i materiali stessi hanno posto all’attenzione delle curatrici e che descrivono alcuni dei differenti volti di Predappio tra le due guerre. L’insieme delle immagini intende restituire alcune delle suggestioni del periodo storico considerato e la complessità del tema dell’identità e dell’immagine della città.

L’assunto che sorregge l’intero percorso è il riconoscimento della peculiarità della città di Predappio che, rispetto al contesto italiano, ha rappresentato - e rappresenta tuttora - l’eccezione e la regola assieme: da un lato caso unico in quanto città natale di un dittatore, dall’altro piccola cittadina collinare come molte altre della provincia italiana. Questa doppia identità è il leitmotiv dell’esposizione, che ricostruisce e interpreta l’immagine fotografica di Predappio in rapporto alla dimensione della vita quotidiana del paese e a quella politica, culturale e sociale italiana.
La grandissima capacità comunicativa dell’immagine fotografica si è così prestata alla costruzione di un percorso che, partendo da una riflessione sui grandi temi dell’epoca fascista, li ha declinati alla dimensione locale di Predappio. Tra gli atri la tematica delle città di fondazione legato a quello dell’architettura razionalista come veicolo dei valori simbolici funzionali al regime, ha permesso di ricostruire come nel tempo la città sia stata letta. Un testo in cui ogni edificio o luogo significativo rappresenta un elemento di senso e, per questa ragione, fotografato. Allo stesso modo, si è potuto ricostruire come la città sia stata inquadrata entro il disegno complessivo della retorica del cosiddetto culto del “littorio”, la terra natale del Duce come luogo d’inizio dell’epopea fascista, tema che la fotografia restituisce con grande suggestione attraverso le immagini delle visite alla città.

Proprio nelle immagini delle visite alla casa Mussolini, si registra il duplice punto di vista che nello stesso momento hanno i visitatori e gli abitanti di Predappio, che si trovano a vivere un'unica realtà. L’evidenza delle distanze culturali e i diversi mondi che rappresentano - quello piccolo borghese e quello rurale - sottolineano come la realtà sociale italiana fosse più complessa di quanto la propaganda ufficiale sostenesse.
Nelle fotografie in mostra ciò che colpisce è l’immagine di una piccola borghesia che nel corso di vent’anni cambia, il considerare l’atto stesso della visita al paese natale del suo Duce l’atto estremo di partecipazione al regime, ma allo stesso tempo riflesso di un nuovo consumo culturale che nasce negli stessi anni quale il turismo di massa, testimonianza di una pratica di consumo.

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