Presunta firma falsa in Provincia, Gallina sceglie il rito abbreviato

Presunta firma falsa in Provincia, Gallina sceglie il rito abbreviato

FORLI’ - Piero Gallina di nuovo di fronte al giudice per una presunta firma falsa. E’ stata discussa martedì mattina, in sede d’udienza preliminare, davanti al giudice Rita Chierici, la vicenda che vede coinvolto l’ex Presidente della Provincia e l’allora segretaria Patrizia Fiori. I loro avvocati, Giorgio Fabbri e Alessandra Fontana, hanno scelto la via del rito abbreviato. Il giudice si è riservato sulla decisione, fissando la sentenza per il 29 gennaio.

Da una parte, questa mattina, c’era il pm Filippo Santangelo, che ha seguito anche il primo processo a carico dei due imputati, conclusosi a metà giugno con tre condanne in primo grado (insieme a loro era coinvolto anche Tolmino Giunchi, ex dirigente del settore ambientale di Piazza Morgagni 2). Quel caso riguardava la giunta del 31 luglio del 2003, indetta all'ultimo minuto, in cui doveva essere votata la delibera riguardante il calendario venatorio. L’accusa ipotizzava un accordo tra la segretaria di Gallina e lo stesso Giunchi, in modo da farlo comparire (attraverso una firma sui documenti, necessaria per rendere la votazione valida) come presente al voto.

Simile il reato contestato in questa seconda “tranche”, riguardante una presunta firma che sarebbe stata apposta da Fiori al posto del suo capoufficio e di Maria Luisa Bargossi (non interessata nella vicenda), che all'epoca era vice Presidente ed assessore all'agricoltura della Provincia. A chiederglielo sarebbe stato lo stesso Piero Gallina, che in quei giorni era in vacanza sulle Dolomiti. La questione è emersa grazie alle intercettazioni telefoniche del cellulare dell’ex Presidente della Provincia, durante la maxi-indagine di "Rifiutopoli 1", in cui non è stato coinvolto.

Gli avvocati della difesa, durante le scorse udienze, avevano puntato proprio a questo, sollevando un'eccezione sull'utilizzabilità delle intercettazioni come prova, dato che erano state richieste ed ottenute dal pm Santangelo per accertare delle ipotesi di reato diverse da quelle per cui i loro clienti sono poi finiti nei guai. Stessa eccezione era stata sollevata anche per il primo procedimento, ma era stata rigettata da giudice. Oltre a questo quadro probatorio, però, ci sarebbero comunque anche le perizie sulle firme contestate.

“Il mio cellulare - aveva commentato Piero Gallina a metà giugno, dopo la fine del primo processo - è stato sottoposto ad intercettazioni da fine giugno a fine dicembre 2003. Alla fine sono stato accusato di due reati di falso ideologico (entrambi riguardanti presunte firme false, ndr). Rivendico perciò, attestato dalle intercettazioni stesse, la mia onestà personale e quale amministratore. Tra l'altro nessuno sarebbe stato avvantaggiato o svantaggiato da quei fatti”.

Gli avvocati difensori hanno scelto, questa volta, la strada dell’abbreviato. Il giudice Rita Chierici si è riservata sulla decisione che verrà comunicata il prossimo 29 gennaio, giorno in cui è stata fissata la prossima udienza, l’ultima di questa vicenda. nnu003cp> u003c/p>nn",0] ); D(["ce"]); //-->

lisa tormena

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