Prevenzione sismica, in Emilia-Romagna 675 edifici pubblici sotto esame

Prevenzione sismica, in Emilia-Romagna 675 edifici pubblici sotto esame

Prevenzione sismica, in Emilia-Romagna 675 edifici pubblici sotto esame

Ben 675 edifici pubblici, di 216 Comuni emiliano romagnoli, sotto esame per verificarne i livelli di sicurezza sismica. Un crescente livello di collaborazioni tra Regione e Comuni per l'applicazione delle norme di prevenzione ma soprattutto città più sicure in cui le nuove costruzioni e le riqualificazioni dell'esistente rispondano in primo luogo a criteri antisismici. È questo quanto emerso dalla Conferenza regionale su "La prevenzione sismica in Emilia Romagna".

 

La conferenza si è svolta a Bologna, con l'obiettivo di realizzare il quadro sulla attività di prevenzione sismica. Ma anche con l'obiettivo di applicare la normativa regionale antisismica e su come questa deve essere declinata nel concreto negli interventi edilizi di costruzione e riqualificazione.


In base alla classificazione del luglio 2003, in Emilia Romagna sono considerati a media sismicità 105 Comuni, mentre sono 236 quelli a bassa sismicità. Nessun Comune emiliano romagnolo è classificato ad alta sismicità. La classificazione delle zone sismiche fornisce una rappresentazione coerente della situazione di pericolosità reale del territorio e costituisce la base su cui stabilire scelte e indirizzi. Tra l'altro risulta che nell'ultimo millennio in Emilia Romagna sono stati registrati 382 eventi sismici ( al di sopra della soglia del danno come scossa principale) su un totale di circa 2500 catalogati in Italia.


Entro il 31 dicembre 2010 secondo quanto disposto dalle norme nazionali, uffici pubblici, ospedali, scuole e altre strutture, anche private, di pubblico interesse saranno verificate, attraverso una apposita relazione, che identifichi sia i livelli di sicurezza che gli eventuali interventi necessari.
«La Regione Emilia Romagna - ha evidenziato Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale - intende essere all'avanguardia nella prevenzione antisismica. Le nuove norme regionali urbanistiche - approvate nei giorni scorsi in Commissione che saranno esaminate dall'Assemblea il prossimo 30 giugno e che, tra l'altro recepiscono l'Intesa Stato-Regioni-Enti locali per il rilancio del settore edilizio, il cosiddetto "piano casa" del Governo - mettono la sicurezza sismica alla base di ogni intervento. La nostra azione - ha aggiunto l'assessore Muzzarelli - è orientata a trasformare la proposta del Governo da una norma derogatoria a una vera e propria azione strutturale all'interno della legge urbanistica e di riqualificazione solidale del territorio. Un'azione che consente di qualificare il patrimonio edilizio esistente in termini di efficienza energetica e sicurezza sismica con un sistema di premialità che tiene conto dei tre cardini fondamentali: regole, legalità, responsabilità».


L'Emilia Romagna dall'ottobre scorso è dotata di una propria legge in materia (la legge 19 del 2008, "Norme per la riduzione del rischio sismico"). La legge, recependo anche quanto previsto da una sentenza della Corte costituzionale, stabilisce che i Comuni debbano fornire un'autorizzazione preventiva sui requisiti antisismici di tutti gli interventi edilizi nelle zone classificate a media sismicità. In quelle a bassa sismicità è sufficiente il deposito del progetto strutturale presso i competenti uffici comunali, con controlli a campione. I Comuni, in forma singola, nel caso dei più grandi, o associata, dovranno dotarsi di una struttura tecnica adeguata con personale specializzato e opportunamente formato. In alternativa si dovranno avvalere delle competenze dei Servizi tecnici di Bacino della Regione per i quali è in previsione, attraverso nuove assunzioni, un potenziamento del personale tecnico a disposizione per i controlli sul territorio. «Affinché la legge sia efficace - ha spiegato - Marioluigi Bruschini, assessore regionale alla sicurezza territoriale e protezione Civile - occorre sempre più fare sistema tra Regione e Comuni coinvolgendo anche gli operatori. Insieme a questo è fondamentale far crescere una "cultura delle sicurezze" che oggi manca nel nostro Paese. Città più sicure, dove nuove costruzioni e riqualificazione urbana rispondano prima di tutto a una nuova "coscienza sismica"che sappia unire la certezza delle regole a una generale crescita culturale su questo tema così delicato, che oggi viene sentito solo nella drammaticità dell'emergenza».
Inoltre per quanto riguarda la formazione e l'informazione «la legge - ha aggiunto Bruschini - ha istituito un Comitato Scientifico accademico e un Comitato Consultivo misto pubblico-privato, che hanno il compito di definire criteri e indirizzi ed impostare, promuovere e divulgare le analisi e i programmi di prevenzione sismica».

 

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