Meteo, weekend di fuoco: temperature fino a 37 gradi. Lunedì tornano i temporali

Sono previste temperature al di sopra dei 35°C, con punte persino di 37°C nell'entroterra. Si respirerà lungo la fascia costiera, dove per effetto delle brezze marine la colonnina di mercurio supererà di poco i 30°C

(foto di Emanuele Rambaldi)

Si attende un weekend 'infuocato' dal punto di vista atmosferico sull'Emilia Romagna. Lo annuncia Pierluigi Randi, meteorologo-climatologo di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com. Sono previste temperature al di sopra dei 35°C, con punte persino di 37°C nell'entroterra. Si respirerà lungo la fascia costiera, dove per effetto delle brezze marine la colonnina di mercurio supererà di poco i 30°C. Ma sarà un'ondata di calore piuttosto breve. Lunedì è previsto il ritorno di rovesci sparsi, specie sui rilievi, che contribuiranno ad abbassare le temperature.

Luglio al giro di boa: dopo tanta pioggia finalmente tornerà il sole?
In effetti la prima metà del mese di luglio ha visto condizioni di frequente instabilità come non accadeva da un pò di tempo, ma proprio in questi giorni è in atto la seconda ondata di caldo dell’estate 2014 portata da una rimonta sulla nostra penisola del promontorio anticiclonico nord africano in quota, per cui si sono prontamente ristabilite condizioni pienamente estive, con temperature in aumento e prevalenza di tempo stabile e soleggiato a parte qualche isolato temporale ma solo su crinale appenninico di confine.
 
Da un estremo all'altro: sarà un ritorno al caldo sofferente?
La fase di massima intensità dell’ondata di caldo è attesa tra sabato e domenica, quando potranno raggiungersi i 35-36°C con qualche locale picco di 37°C sulle zone di pianura interna (faentino, lughese, forlivese e cesenate) e solo di poco oltre i 30°C lungo la fascia costiera che come sempre beneficia dell’effetto mitigatore del mare. Dovrebbe trattarsi di un caldo piuttosto afoso poichè non sono attesi venti di libeccio (garbino) che da SW talvolta scendono verso valle dopo aver superato la catena appenninica, e che per compressione adiabatica rendono l’aria più calda ma anche più secca, rendendo il caldo meglio sopportabile (entro certi limiti). Solo nel pomeriggio o nella serata di domenica qualche raffica di garbino non è da escludere, ma saremo alla fine della fase calda, mentre per sabato e parte della domenica avremo molto probabilmente una elevata sensazione di afa, in particolare sulle pianure e lungo la costa.

Weekend insomma salvo, ma poi saremo di nuovo punto e a capo con il ritorno dell'instabilità?
Anche questa onda di calore sarà piuttosto breve, infatti già lunedì l’ingresso da ovest di un vortice depressionario con associata aria più fredda in quota, sancirà la fine dell’attuale fase calda, con il ritorno dell’instabilità associata a rovesci o temporali sparsi, specie su rilievi, e con un calo termico di 5/7°C rispetto ai valori che si raggiungeranno in questo week-end. Il periodo instabile si protrarrà fino alla giornata del 24, anche se non dobbiamo immaginare un peggioramento nella fase centrale dell’estate come una sequenza di giornate plumbee e piovose, semplicemente si avrà possibilità di rovesci o temporali intermittenti, ma non mancheranno, anche in questa fase, periodi soleggiati e piuttosto gradevoli. Dal 25 fino a fine mese il segnale più concreto è diretto verso un sostanziale ritorno a condizioni più stabili, tipiche del periodo, e con temperature in nuovo aumento; tuttavia non si scorgono per ora segnali sufficientemente forti che possano far ipotizzare ondate di caldo severe o molto intense, semplicemente i valori termici saranno prossimi alla norma del periodo o solo di poco superiori; insomma un normale caldo estivo.

Ombrelli aperti, temperature sotto media: cosa sta accadendo a questa estate?
Se da un lato è vero che la sensazione generale è che fino ad oggi ci abbia accompagnato un’estate fresca, molto piovosa e poco soleggiata, dall’altro è altrettanto vero che i dati meteorologici non ci dicono esattamente questo. Il mese di giugno è stato in Romagna più caldo rispetto alla media climatologica di circa 1.0°C (rispetto al trentennio 1971-2000), anomalia positiva non trascurabile, mentre solo la prima decade di luglio ha mostrato un decorso termico effettivamente sotto norma (-0.9/-1.0°C sempre nei confronti del trentennio 1971-2000), quindi considerando le anomalie su base stagionale l’estate 2014 risulta ad ora ancora un pò più calda rispetto ai riferimenti climatologici.

Le giornate instabili e temporalesche sono state alquanto numerose, vale a dire tra 11 e 13 nelle aree pianeggianti e costiere, ma la piovosità è stata alquanto difforme, caratteristica tipica delle precipitazioni temporalesche. In alcune aree le precipitazioni sono risultate indubbiamente elevate (forlivese, cesenate e parte del faentino); in altre sono ancora adesso inferiori alla norma stagionale (diverse aree del lughese ad esempio); in pratica un prima metà di estate piuttosto piovosa ma solo in alcune zone, ed a livello medio regionale i valori pluviometrici risultano sì un poco superiori, ma senza sconfinare nell’anomalia, e ricordando che estati molto più piovose si ebbero nel 2002 e 1995 considerando i tempi recenti.

Anche i “picchi di freddo” che si sono toccati nella prima metà di luglio sono stati tutto sommato modesti. Le massime più basse, il 10 luglio, hanno infatti superato i 20°C, seppur di poco, mentre per fare soltanto due esempi il 16 luglio del 1970 non si andò sopra i 17°C e il 2 e 3 luglio del 1979 si sfiorarono appena i 18°C. Pertanto solo la sensazione di un'estate con un po' troppe giornate nuvolose ed instabili corrisponde alla realtà dei dati, ma non è, ad ora, nè più fredda nè tantomeno anormalmente piovosa, eccetto alcuni comparti del cesenate e forlivese.

La percezione ingannevole di una estate 2014 fredda e piovosa deriva dall’abitudine che oramai abbiamo fatto in tempi recenti ad estati davvero roventi, con temperature molto più alte della norma: dal 2000 a oggi sono state addirittura sette le estati che hanno visto anomalie termiche davvero rilevanti (nell’ultimo ventennio la temperatura media estiva è aumentata di quasi 2°C specie nei valori massimi), un calo della piovosità media di oltre il 25% ed onde di calore molto intense e di durata eccedente i 15 giorni. Insomma è molto meno anomala l’estate 2014 rispetto a quelle del 2003-2007-2008-2009-2011-2012-2013, con le stagioni 2003 e 2012 che rappresentano eventi completamente fuori scala.

Temporali sempre più frequenti e violenti. Quali sono le cause?
Anche qui le sensazioni a volte non trovano il conforto dei dati: l’attività temporalesca estiva è in diminuzione, mentre è in aumento nelle stagioni intermedie ed anche nel periodo invernale; ma se ci limitiamo al periodo estivo i fenomeni temporaleschi sono in netto calo; ciò deriva in parte del fatto che negli ultimi 15-20 anni le alte pressioni dinamiche di origine continentale (nord-africa) sono state le assolute protagoniste, apportando lunghi periodi di stabilità, aria molto secca (specie qualora associate a venti da SW nei bassi strati) e respingendo troppo a nord, ben oltre l’arco alpino, le infiltrazioni di aria fresca atlantica che sono di norma inclini ad innescare diffusa attività temporalesca al nord in estate.

Invece corrisponde al vero che i temporali, sebbene in diminuzione a livello di frequenza, quando si manifestano sono mediamente più intensi, ma anche qui occorre un distinguo: grandinate anche rovinose, forti colpi di vento con a volte trombe d’aria non erano affatto rari anche in passato, anzi i dati e le cronache ne sono ricchi, quindi su questo aspetto non ci sono grosse novità. La caratteristica che sta mutando è invece quella legata all’intensità di precipitazione: un temporale oggi produce grandine e raffiche di vento più o meno come faceva una volta, ma è in grado di far piovere più intensamente in lassi di tempo assai ridotti, questa è la vera novità.

Negli anni ‘60-‘70 ad esempio non si contano le giornate estive con precipitazioni anche di 70-90 mm, le quali però occorrevano in tempi un poco più lunghi rispetto ad oggi (sebbene anche allora non mancassero eventi estremi: basti pensare ad 87.2 mm in un’ora a Faenza l’8 giugno 1964 o ai 75.0 mm sempre in un’ora a Rimini il 18 luglio 1961); oggi questi quantitativi possono essere raggiunti in un tempo mediamente inferiore.

Una delle probabili cause risiede nel fatto che una bassa troposfera più calda, come è inequivocabilmente divenuta oggi, può contenere più vapore acqueo che a sua volta può trasformarsi in maggiori valori di acqua precipitabile; insomma la nostra nube temporalesca ha oggi un serbatoio potenziale di acqua più capiente, a parità di volume, rispetto al passato, e quindi può scaricare in breve tempo enormi quantità di pioggia; talvolta accadeva anche in passato, ma con frequenza decisamente minore, specie in merito alle massime precipitazioni occorse in un’ora o in tre ore.

Pertanto, più che a grandine e colpi di vento, l’attenzione va posta sul tema delle forti precipitazioni in tempi molto brevi, un segnale in questo caso è verso un aumento in frequenza piuttosto evidente, basti pensare agli oltre 100 mm in un’ora a Rimini nel giugno dello scorso anno; non era ma successo da quando si hanno osservazioni nella località, e questo probabilmente sarà un problema anche in futuro poiché ben difficilmente il fenomeno mostrerà una inversione di tendenza.

Spazio alle statistiche: ricorda mesi di luglio più piovosi e freddi rispetto a quello in corso?
L’elenco sarebbe lunghissimo (anche se il mese ancora non è terminato), e quindi per evitare una lista troppo prolissa ci limitiamo ai primi 10: 1980-1960-1978-1966-1954-1961-1981-1979-2000-1962 questi mesi chiusero con anomalie termiche negative di oltre 1°C e fino a 2.1°C (1980), furono piuttosto piovosi e sono praticamente irraggiungibili, ma molti altri rientrerebbero nella serie, ad ulteriore conferma che l’estate 2014 non è poi così anomala, o meglio lo è solo rispetto alle estati post 2000 che normali non lo sono state affatto; ecco potremmo dire che l’estate 2014 è fino ad ora anomala solo se consideriamo i tempi recenti, ma non in senso assoluto.

Uno sguardo al futuro: per agosto ci sono buone notizie?
Sul lunghissimo termine il segnale prevalente sembra essere diretto verso scenari con maggiore stabilità e con temperature più elevate, ma le probabilità di avere un mese caldissimo o rovente non sembrano ad oggi elevate, certamente fasi calde o molto calde non mancheranno ma appare possibile una loro durata non particolarmente od eccessivamente lunga, poiché la tendenza ad avere di tanto in tanto break di instabilità sembra confermarsi anche per il prossimo mese, anche se con frequenza minore e con minore durata rispetto a quanto occorso fino ad ora. Naturalmente tenendo presente che su tendenze a lunghissimo termine il margine di incertezza è sempre elevato.

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Giovanni Petrillo

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