Prima riunione del Consiglio regionale, è ancora caos per le poltrone delle minoranze

Prima riunione del Consiglio regionale, è ancora caos per le poltrone delle minoranze

Prima riunione del Consiglio regionale, è ancora caos per le poltrone delle minoranze

BOLOGNA - Non si e' ancora chiusa la partita degli assetti in Regione. Anzi, per dirla con le parole di Filippo Berselli, coordinatore regionale del Pdl, "siamo in alto mare". Lunedì ci sarà la prima seduta dell'Assemblea legislativa regionale in cui si dovra' votare il nuovo ufficio di presidenza. Ed e' proprio su quest'ultimo punto che si rischia il muro contro muro: perche' al Pdl non va giu' l'idea della maggioranza di far entrare anche Udc e grillino nella spartizione dei posti che tradizionalmente spettano alla minoranza.

 

Si tratta della presidenza della commissione Bilancio e tre posti in Ufficio di presidenza, che finora sono stati esclusiva di berlusconiani e Lega Nord.  "O ci danno quello che ci spetta- chiarisce infatti Berselli- o noi non votiamo niente". Ovvero, niente voto al designato presidente dell'aula, il democratico Matteo Richetti. Un inciampo non da poco, visto che in prima battuta il presidente per essere eletto ha bisogno dei quattro quinti dei consiglieri (40 dunque, visto che sono 50). Del resto la presidente uscente Monica Donini fu eletta con 48 voti: essendo un ruolo di garanzia si e' sempre

cercato e ottenuto una larga convergenza anche con la minoranza.

 

Non solo: Berselli e' pronto anche a restare completamente fuori dall'Ufficio di presidenza. "E non si illudano di dividerci con i nostri alleati al Governo nazionale. La Lega e' d'accordo con noi e fara' altrettanto. Ulteriori riunioni sono previste anche per lunedi' mattina, prima dell'inizio della seduta fissata per le 10. E Berselli, per complicare ulteriormente le cose, spiega anche che sara' chiesto lo scrutinio segreto: "Potrebbe riservare altre sorprese", lascia intendere.

 

A far infuriare il numero uno in Regione del Pdl e' soprattutto l'apertura verso i casiniani: "Errani- sbotta- vorrebbe riconoscere lo stesso peso all'Udc del nostro, ma loro hanno un consigliere (Silvia Noe', ndr) e noi 11, e la Lega 4. Qui stiamo parlando di rappresentativita', per noi e' incomprensibile una cosa del genere". Per Berselli il disegno e' chiaro: "Qui ci sono interessi politici verso l'Udc in prospettiva del voto dell'anno prossimo a Bologna, Rimini e Ravenna". Non e' un caso, infatti, secondo il berlusconiano, "se ora per la prima volta si vuole riconoscere pari peso a tutte le forze della minoranza, quando finora non e' mai successo". Se "va avanti cosi' noi rinunceremo a tutto, non siamo mica al mercato".

 

Ovvero, nessun uomo di Pdl e Lega in Ufficio di presidenza. Fatto sta che anche ieri Giovanni Favia, dei grillini, rivendicava un posto in Up. Da parte sua Marco Monari, capogruppo del Pd, si dichiara neutrale: "Il Pd auspica che ci sia una soluzione condivisa tra le minoranze dopo aver legittimamente svolto una discussione fra di loro".

 

Berselli ha infine un'altra grana, stavolta tutta interna al gruppo. Mentre infatti sembra esserci un'ampia maggioranza su Luigi Villani come capogruppo, una parte del Pdl avrebbe espresso perplessita' su Galeazzo Bignami presidente della commissione Bilancio. Bignami, infatti, pur avendo lunga esperienza politica e come consigliere comunale a Bologna, e' nuovo di viale Aldo

Moro e, fanno notare i contrari, finora si e' sempre premiata l'anzianita'. Ma Berselli minimizza: "Stiamo parlando di niente, finche' non si sbroglia la situazione complessiva". (Dire)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -