Processo Mills, l'accusa: "Cdm non è un impedimento assoluto"

Processo Mills, l'accusa: "Cdm non è un impedimento assoluto"

Processo Mills, l'accusa: "Cdm non è un impedimento assoluto"

MILANO - Ancora uno scontro tra accusa e difesa al processo Mills, il procedimento che vede come unico imputato il premier Silvio Berlusconi per presunta corruzione in atti giudiziari. Il pm Fabio De Pasquale, si è opposto al rinvio chiesto dalla difesa del Cavaliere per il legittimo impedimento a suo giudizio rappresentato dal Consiglio dei ministri. Secondo il rappresentante dell'accusa, il "Cdm rappresenta un caso di impedimento che non è assoluto".

 

Per definire la validità dell'impedimento sia necessario "stabilire se nella fissazione del Cdm di oggi ci sia una specifica e inderogabile necessità, perché una volta fissata un'udienza, perché l'impedimento sia legittimo, ci vuole una ragione grave e inderogabile". ''Invece - ha aggiunto il pm - all'ordine del giorno del Cdm di oggi ci sono provvedimenti di non particolare rilevanza e urgenza. Mi sembra una convocazione che non ha carattere di straordinaria necessità e urgenza, e perciò non obbliga l'imputato a sottrarsi al processo".

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