Proposta una legge per tutelare la lasagna e dare il patentino alle sfogline

Proposta una legge per tutelare la lasagna e dare il patentino alle sfogline

Proposta una legge per tutelare la lasagna e dare il patentino alle sfogline

BOLOGNA - E' stato sottoscritto dai consiglieri regionali Franco Grillini (primo firmatario), Liana Barbati e Sandro Mandini (idv) un progetto di proposta di legge alle Camere intitolato "Disposizioni per la valorizzazione e la promozione della ‘sfoglia emiliano-romagnola' e disciplina della relativa professione". Nella relazione che accompagna il testo, composto da 5 articoli ed un allegato, si legge che "la sfoglia può dirsi l'elemento principe del patrimonio culturale".

 

"La sfoglia impastata manualmente è una specialità antichissima", che deriva da "tradizioni alimentari poverissime. E' il prodotto geniale di un'epoca caratterizzata da miseria, ingegno, capacità di offrire in tavola sempre qualcosa di gustoso e nutriente, in grado di fornire gioia al palato e sollievo dopo una dura giornata di lavoro. Farina e uova - si legge ancora - sono i pochi e poveri elementi con cui infatti è stata da sempre ‘impastata' la sfoglia".

 

Dopo un excursus storico sulla "sfoglia", i consiglieri ricordano che la regione Emilia-Romagna "è legata intimamente alle vicende storico-gastronomiche" di questa specialità "che è oggi confezionata ‘ a mano' in tutto il territorio" ed è "base indispensabile per una serie di primi piatti ormai famosi e prodotti in tutto il mondo".

 

La proposta di legge, "dedicata alla memoria di Mafalda Nanetti, madre del primo firmatario e provetta sfoglina", ha quindi "lo scopo di tutelare e di promuovere la più antica tradizione emiliano-romagnola dell'arte di preparare la sfoglia fatta in casa e a mano, per evitare che la standardizzazione di un prodotto come la pasta, così legato alla terra, possa sottrarre gusto al cibo e dignità ad un alimento che è arte, tradizione e forte biglietto da visita turistico per la regione nel mondo".

 

"E' indubbio", poi, - aggiungono gli esponenti dell'idv - che "la primogenitura della pasta all'uovo fatta in casa vada attribuita "a Bologna", tanto che le "azdore (massaie bolognesi)" dicono che "hai fatto una buona sfoglia quando sollevandola controluce vedi San Luca (il santuario che domina la città dal colle della Guardia)".

 

L'art.1 del testo intende quindi promuovere la tutela e la valorizzazione della sfoglia emiliano-romagnola e della sua ricetta originale (che viene descritta analiticamente nell'allegato alla proposta di legge), "non come mero prodotto agroalimentare o gastronomico da commercializzare", ma come un "prodotto da proteggere non solo con l'indicazione geografica tipica dei prodotti agricoli e alimentari, ma anche con l'attivazione degli strumenti moderni della politica industriale, del turismo e del commercio".

 

Per questa ragione, "la tutela della sfoglia" è connessa all'istituzione di un "distretto di ristorazione", inteso come una "rete sistemica di ‘cucine' locali", osterie, trattorie, ristoranti, scuole, "veri laboratori d'arte gastronomica".

 

L'art. 2 prevede la costituzione del Comitato per la tutela della sfoglia, mentre l'art. 3 descrive come attivare il "distretto di ristorazione" e propone, in particolare, due iniziative: la prima riguarda l'istituzione di una mostra-fiera annuale, a Bologna, in cui radunare ristoratori provenienti da tutto il mondo, la seconda prevede azioni per salvaguardare il mestiere di "sfoglina/o". L'art. 4 infine propone di istituire la figura professionale di sfoglina/o.

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