Prostituzione al ''Capriccio'', molti imputati scelgono riti alternativi

Prostituzione al ''Capriccio'', molti imputati scelgono riti alternativi

FORLI’ – Salta per la seconda volta l’udienza preliminare per il caso del locale notturno “Capriccio”, chiuso nell’agosto del 2006 con un blitz della polizia forlivese, a causa della mancata notifica alle parti offese (irrintracciabili). Tredici gli imputati, di cui cinque furono all’epoca arrestati per associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed induzione alla prostituzione di ragazze provenienti da paesi dell’Europa dell’est.

Una decina potrebbe essere i riti alternativi che verranno celebrati, tra patteggiamenti e riti abbreviati. Tra i coinvolti anche la titolare del locale, una russa residente a Ravenna, accusata di aver creato all’interno del locale alcune zone ad hoc ove le ragazze, prevalentemente russe e romene, erano costrette a vendere il loro corpo. Diverse le perquisizioni in casa, oltre al sequestro del night.

L’udienza di oggi (venerdì) è stata ancora una volta rinviata, questa volta al 21 aprile per l’assenza della notifica alle parti offese, le giovani prostitute che lavoravano nel locale. L’indirizzo che avevano comunicato come il loro domicilio oltre un anno fa coincideva probabilmente con l’abitazione dove venivano accompagnate dopo le notti di lavoro. Sarà quindi molto difficile riuscire a rintracciarle per testimoniare.

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