Protezione a Spatuzza, le motivazione della Commissione del Viminale

Protezione a Spatuzza, le motivazione della Commissione del Viminale

Protezione a Spatuzza, le motivazione della Commissione del Viminale

ROMA - Ancora polemiche sulla mancata concessione del programma di protezione a Gaspare Spatuzza. Nelle dieci pagine di motivazioni della Commissione del Viminale si legge che il boss ha riconosciuto di fare "dichiarazioni a rate". Spatuzza, scrive la Commissione, ha ammesso di avere deliberatamente mantenuto il silenzio su alcune circostanze, per timore delle conseguenze e in attesa di fare ingresso nel programma di protezione".

 

"Non ho riferito subito di queste cose riguardanti Berlusconi - ha detto il 6 ottobre 2009 alla D.D.A. di Palermo - perché intendevo prima di tutto che venisse riconosciuta la mia attendibilità su altri argomenti e poi riferirne, sia per ovvie ragioni inerenti la mia sicurezza, sia per non essere sospettato di speculazioni su questo nome nella fase iniziale, già molto delicata, della mia collaborazione".

 

"Mi mettono al sicuro e poi ne parliamo anche perché ero convinto che se avrei tirato in ballo questi due soggetti - ha detto - qualcuno potrebbe venire a dirmi a me che io stavo utilizzando, stavo sfruttando personalità per ottenere il programma di protezione. Ci dissi: no me lo devono dare immediatamente e poi possiamo parlare".

Nel 2008 Spatuzza disse di non conoscere i referenti politici del boss Giuseppe Graviano mentre nel 2009 si ricordò di un incontro al bar Doney di Roma nel corso del quale Graviano fece riferimento a Berlusconi. Secondo i giudici di Palermo, ha evidenziato la Commissione, le dichiarazioni di Spatuzza su Dell'Utri erano tanto importanti da dover riaprire l'istruttoria quando la fase dibattimentale era chiusa, ed era già in corso la discussione finale.

 

La commissione ha scritto inoltre che se è vero che le dichiarazioni di Spatuzza hanno fornito una ricostruzione alternativa della strage di via d'Amelio è altresì vero che i giudici di Palermo e Caltanissetta hanno avanzato riserve sulle informazioni da lui fornite. La commissione del Viminale ha affidato la sicurezza del boss al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

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