Province, costi della politica: in Romagna consiglieri meno pagati

Province, costi della politica: in Romagna consiglieri meno pagati

Fare il consigliere provinciale in Romagna conviene meno che a Bologna. Questo pare osservando stipendi e indennità percepite dagli amministratori provinciali in regione. A Ravenna i più ‘sfortunati’: qui, infatti, un consigliere provinciale percepisce solo 3482 euro l’anno. Se la passano meglio i colleghi della provincia di Forlì-Cesena, con 8.164 euro, ancora meglio quelli di Rimini: 12.782 euro l’anno di compenso. A Bologna l’eldorado con 22mila euro l’anno ciascuno.


I dati emergono da un’inchiesta pubblicata dal ‘Resto del Carlino’, che evidenzia la grande disparità di trattamento per ciascuna Provincia. Su tutti, però, emerge lo straordinario costo per la collettività rappresentato dal consiglio provinciale di Bologna, che da solo spende in compensi ai consiglieri e a presidente del consiglio 831.178 euro l’anno.


A seguire a ruota c’è il consiglio provinciale di Rimini, con 338.799 euro l’anno, poi Ferrara (309.022), Forlì-Cesena (285.522), Modena (211.848), Parma (182.136), Reggio Emilia (150.492) e infine Ravenna (132.660).


Concentrandosi sugli stipendi dei presidenti dei vari consigli provinciali, Ravenna ancora una volta si conferma la provincia più virtuosa: la presidente Elena Rambelli, infatti, percepisce il compenso più basso con ‘soli’ 2.640 euro lordi al mese. Bruna Baravelli, presidente del consiglio provinciale di Forlì-Cesena, percepisce 3.383 euro mensili, mentre il collega riminese Fabio Zavatta arriva a 3.722 euro.


Riguardo al numero di sedute dei vari consigli, Forlì-Cesena si contraddistingue come quello con meno sedute (19); più operativa l’assise di Rimini (26) e ancora di più quella di Ravenna (29). In Romagna Forlì-Cesena resta ultima anche per numero di sedute di commissioni consiliari, ‘solo’ 131. A Ravenna se ne fanno 138 in un anno, a Rimini 164.

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