Raccolta differenziata, Forlimpopoli al 'top' in regione

Raccolta differenziata, Forlimpopoli al 'top' in regione

Cresce in Emilia-Romagna la raccolta differenziata, che nel 2006 si è attestata su un dato medio regionale del 36,31% (+2% rispetto al 2005), con risultati particolarmente positivi in alcune province come Reggio Emilia, con circa il 45,5%, Ravenna con il 40,5% e Modena, dove si sfiora il 40%. Risultati eccellenti anche nei comuni, dove spicca Forlimpopoli in cui, anche grazie al “porta a porta”, la raccolta differenziata ha superato la fatidica soglia del 50%.


E con percentuali comprese tra il 50 e il 60% nei Comuni più piccoli - quelli tra i 10mila e 15mila abitanti - e addirittura di oltre il 60% in alcuni centri tra i 2mila e i 5mila abitanti. I dati sono stati forniti mercoledì a Rimini in occasione del convegno “La raccolta differenziata: efficienze e criticità”, in cui sono stati presentati i risultati di una ricerca realizzata da Luciano Morselli dell’Università di Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.


Le piccole dimensioni di un Comune favoriscono dunque la raccolta differenziata. Ma non solo. “Performance” di assoluto rispetto - oltre il 50% - sono state messe a segno anche da Comuni di dimensioni più vaste – quali Forlimpopoli (FC) e Fidenza (PR) – dove la tradizionale raccolta differenziata attraverso le stazioni ecologiche attrezzate è affiancata anche dal “porta a porta”.


In netto calo appare invece il conferimento in discarica, che in 10 anni è sceso dal 77% al 58% del totale dei rifiuti urbani. I rifiuti urbani prodotti complessivamente in Emilia-Romagna ammontano a 2 milioni 890 mila tonnellate: un dato in crescita (+2,5% rispetto al 2005) che equivale a circa 673 kg per abitante. La prevenzione appare dunque uno degli obiettivi fondamentali da perseguire.


“Anche questa ricerca dell’Università di Bologna conferma che in Emilia-Romagna stiamo facendo passi in avanti importanti verso una gestione dei rifiuti davvero sostenibile, – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli – capace non solo di garantire l’autosufficienza dei territori, ma soprattutto uno smaltimento sicuro e una riduzione alla fonte. Ad esempio, i sistemi di raccolta differenziata integrata sono vincenti e se hanno punte di eccellenza in diverse realtà locali, vanno comunque scelti in relazione alle caratteristiche del bacino di utenza.” “Così come le stazioni ecologiche attrezzate - prosegue l’assessore - che attualmente sono 346 in regione, hanno dato un contributo fondamentale sia in termini di qualità che di quantità dei rifiuti raccolti. Su questi versanti, come sugli incentivi al riuso e riciclaggio, abbiamo deciso di investire maggiori risorse in futuro con il Piano d’Azione Ambientale.”


La riduzione a monte dei rifiuti, sia urbani che speciali, è dunque un obiettivo strategico perseguito dalla Regione. Per raggiungerlo, secondo Zanichelli, vanno messi in campo diversi interventi, su cui l’Emilia-Romagna può già vantare esperienze positive a livello locale. Ne sono esempi i protocolli con il mondo produttivo, come quello già stipulato con il CONAI e i Consorzi di filiera, per incentivare la riduzione degli imballaggi; gli incentivi e disincentivi economici sia alle aziende che ai privati per sensibilizzare alla riduzione dei rifiuti; gli accordi di programma tra le pubbliche amministrazioni per un maggiore utilizzo di prodotti riciclabili; le convenzioni con le associazioni di categoria, i Consorzi obbligatori, le Associazioni dei consumatori, anche con consistenti azioni di finanziamento, per promuovere le iniziative volte ad una maggiore diffusione dei prodotti riutilizzabili; gli accordi con la grande distribuzione per promuovere prodotti con imballaggi ridotti all’essenziale e riciclabili, i “vuoti a rendere”, i sistemi delle “ricariche” (dai detersivi alle bevande). Su tutto, non vanno poi dimenticate le azioni di carattere anche sociale, come il last minute market, o il riuso dei beni da riparare e riutilizzare.



La gestione dei rifiuti urbani in Emilia-Romagna


Sono complessivamente 29 le discariche per rifiuti urbani presenti in Emilia-Romagna. Ad esse si affiancano 9 inceneritori di cui 8 con recupero energetico; 1 impianto per la produzione di combustibile da rifiuti, 20 impianti di compostaggio, 5 di biostabilizzazione e 11 per il trattamento meccanico. Si tratta di un sistema impiantisco che garantisce all’Emilia-Romagna la piena autosufficienza, con possibilità di attuare anche – come si è verificato in alcune occasioni - interventi sia pur limitati di soccorso nei confronti di altre Regioni in difficoltà. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, i rifiuti organici (verde e umido) sono al primo posto rispettivamente con il 23,6% e l’8,9%, seguiti dalla carta con il 21,6%, il vetro con il 9,2%.


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