Ragazzini (Cisl): "Necessario lavorare per l'unità sindacale"

Ragazzini (Cisl): "Necessario lavorare per l'unità sindacale"

BOLOGNA - "Inutile negare che anche nella nostra regione l'unità sindacale sta correndo dei rischi enormi, rischi che potrebbero fortemente compromettere quanto di buono è stato faticosamente costruito in questi anni. E' quanto mai necessario scongiurare questo pericolo e continuare a lavorare per la coesione del sindacato confederale".

 

Così, dopo le polemiche di questi giorni, ha rilanciato Piero Ragazzini, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna, di fronte al gruppo dirigente della Segreteria regionale Cisl riunito questa mattina a Bologna.

 

"Un cortocircuito, quello della Cgil - ha sottolineato Ragazzini - che ha portato questo sindacato, anche nella nostra regione, a proclamare unilateralmente e organizzare la generica mobilitazione del 27 settembre, con il concreto rischio di dividere e disarticolare lo schieramento sindacale confederale e minarne la sua credibilità".

 

"Il pericolo - continua il massimo esponente della Cisl in Emilia-Romagna - non è solo quello dell'autolesionismo, ma anche quello di bloccare l'intero fronte sindacale confederale in un momento decisivo caratterizzato dalla discussione della riforma del modello contrattuale e della definizione della Finanziaria e delle leggi di bilancio. Una discussione sul modello contrattuale nelle cui premesse si erano evidenziate aperture importanti da parte della stessa Confindustria, e non solo sui contratti nazionali e di secondo livello, ma anche sul fronde di grande rilievo della bilateralità".

 

"Allo stesso modo - dice Ragazzini - negare il dialogo e arroccarsi su posizioni unilaterali proprio nel momento in cui è in via di definizione la Finanziaria, può seriamente inficiare la possibilità di dar seguito agli impegni di fine luglio scorso e mettere in discussione tutti quegli obiettivi (acquisizione strutturale della decontribuzione e detassazione del salario di produttività, con l'estensione anche ai lavoratori pubblici; l'aggiornamento delle risorse contrattuali per i pubblici dipendenti in base al nuovo indice previsionale di inflazione; un piano di restituzione fiscale a lavoratori e pensionati e di sostegno alla famiglia; il miglioramento della tutela del potere di acquisto delle pensioni, anche con riferimento aduno specifico paniere di consumi, e un adeguato stanziamento di risorse per la tutela della non autosufficienza; politiche di investimenti nelle infrastrutture, nell'innovazione e nella ricerca) che l'intero sindacato si era prefisso".

 

"Ed è persino superfluo sottolineare - conclude il segretario generale della Cisl dell'Emilia-Romagna - che gli esiti finali di questi due provvedimenti,  riforma del modello contrattuale e Legge Finanziaria, avranno conseguenze enormi soprattutto a livello locale. Non si tratta, dunque, di stare fermi ma di avere sufficiente intelligenza tattica per scegliere il momento più propizio per rilanciare la piattaforma rivendicativa unitaria. Aspettare il governo al varco per poi, se necessario, mettere in campo la massima forza di mobilitazione e costringere le istituzioni (governo, parlamento, regione ed enti locali) ad un confronto di merito. Un confronto per adottare scelte che guardino realmente allo sviluppo e ai bisogni sociali".

 

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Per questi motivi la Cisl regionale, una volta che lo scenario sarà ben delineato, ha deciso di aderire con convinzione alla decisione del Comitato esecutivo nazionale Cisl di indire per il prossimo 4 ottobre ad una giornata di mobilitazione nazionale di tutta l'organizzazione con una grande assemblea a Roma di quadri e dirigenti. Una giornata di mobilitazione sulle rivendicazioni e sulla iniziativa sindacale della Cisl da cui partiranno iniziative successive in ogni territorio per una condivisione chiara degli obiettivi con i lavoratori e i pensionati". 

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