Rai, corruzione: chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi

Rai, corruzione: chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi

La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex premier Silvio Berlusconi. Il pm Vincenzo Piscitelli contesta il reato di corruzione in concorso con Agostino Saccà, che si è autosospeso il 13 dicembre scorsa dalla carica di presidente di Rai Fiction. Secondo quanto aveva scritto l’ “Espresso” Saccà avrebbe “favorito cinque attrici segnalate da Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno del cavaliere alle sue future attività private”.

Uno stralcio di indagine riguardante i presunti tentativi di corruzione nei confronti di alcuni senatori, avvenute alcune settimane prima del varo della Finanziaria, da parte del presidente di Forza Italia è stato trasferito per competenza a Roma.

LE REAZIONI

''La Procura di Napoli in modo a dir poco incredibile, pur essendo chiaramente incompetente territorialmente, anziche' occuparsi della gravissima situazione presente in Campania, trova il tempo di chiedere il rinvio a giudizio del presidente Berlusconi per un fatto assolutamente inesistente'' ha dichiarato Niccolo' Ghedini, avvocato del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi. ''Destano straordinarie sorprese -prosegue il senatore azzurro- i tempi di questo procedimento che sono davvero da record. Iscrizione notizie di reato il 16 dicembre 2007, chiusura indagini preliminari 20 dicembre 2007, negazione della proroga dei termini per aver depositato gli atti incompleti il 4 gennaio 2008, oggi la richiesta di invio a giudizio''.

I fatti di rilevanza penale addebitati a Berlusconi saranno valutati e stabiliti nelle varie sedi proprie, ma e' certo ed evidente che questa volta Berlusconi non si puo' trincerare dietro la scusa di un complotto nei suoi confronti poiche' le intercettazioni parlano chiaro". Sono le parole del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. "Evidenti sono anche i favoritismi e le attivita' poste in essere in una societa' che svolge un servizio pubblico quale e' la Rai, usata a scopi personali, per altro da persona proprietaria di televisioni, leader di partito che si candida quale leader al governo del Paese", conclude Di Pietro.

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