Ranchio, inaugurato l'impianto fotovoltaico terrestre più grande della Romagna

Ranchio, inaugurato l'impianto fotovoltaico terrestre più grande della Romagna

Ranchio, inaugurato l'impianto fotovoltaico terrestre più grande della Romagna

RANCHIO - E' stato inaugurato sabato mattina in località Ranchio (Cesena) il più grande impianto fotovoltaico a terra di tutta la Romagna. La centrale inaugurata una volta allacciata alla rete di distribuzione nazionale sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 350 famiglie permettendo di risparmiare 260 mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) ed evitando di rilasciare nell'ambiente  689 mila chilogrammi di CO2 all'anno.

 

Al taglio del nastro hanno preso parte le autorità locali, il Sindaco di Sarsina, Malio Bartolini, il Consigliere Regionale Tiziano Alessandrini, Alberto Zambianchi Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Luciana Garbuglia, Assessore alla Qualificazione Ambientale e alle Politiche energetiche della Provincia di Forlì-Cesena, rappresentanti della Comunità Montana dell'Appennino Cesenate, della Diocesi di Cesena Sarsina e della Caritas diocesana.

Proprio sui record è bene ricordare che quello di Ranchio è anche il primo impianto nella Provincia di Forlì Cesena che viene connesso alla rete Enel.
L'impianto, in tensione dallo scorso giovedì (1 luglio n.d.r) nel giro di pochi giorni sarà allacciato alla rete pubblica e produrrà energia ad impatto pressoché azzerato. Anche la collocazione del campo fotovoltaico permetterà ai pannelli di sfruttare l'inclinazione della dorsale cui sono stati installati senza sistemi di inseguimento, eliminando inquinamento acustico e dispendio di energia.
Nulla andrà perduto, dunque, anche una volta smantellata l'area.

"Di energia rinnovabile se ne parla tanto e c'è molta confusione in materia - spiega Mauro Righi - Direttore di Righi Group - L'energia alternativa è biomassa è eolico, micro e mini eolico, noi siamo concentrati sul fotovoltaico. La produzione di un impianto fotovoltaico non produce inquinamento elettromagnetico. I pannelli sono realizzati in silicio, vetro e alluminio, prodotti che sono tutti  recuperabili e tra venti anni, al momento della dismissione dell'impianto, potrebbero acquisire un ulteriore valore. L'energia fornita da un impianto fotovoltaico come questo sostituisce altre fonti non rinnovabili ed elimina le emissioni gassose, limitando inoltre lo sfruttamento di fonti energetiche nel processo sostituito".

Il progetto presentato nel febbraio scorso è stato completato solo a fine giugno a causa del maltempo che ha impedito l'installazione dei montanti e degli stessi pannelli. Hanno lavorato per due mesi alla realizzazione del campo fotovoltaico ben 50 persone per un totale di 16 mila ore di lavoro cui si devono aggiungere le attività tecniche di preparazione del terreno e della progettazione.

"Miglioriamo la qualità dell'ambiente in cui viviamo - ha continuato Mauro Righi - Oggi il processo è sostenuto dagli incentivi. La logica è di creare un economia di scala di filiera e di produzione in modo che le energie rinnovabile raggiungano la green parity. Le stime parlando di 4/5 anni. Notiamo che c'è una volontà assoluta di raggiungere gli obiettivi nazionali ma senza sprecare opportunità e finanziamenti. L'Italia è tra i primi paesi al mondo nello sviluppo di energie alternative, dietro a Germania e Spagna".

Nonostante il promettente potenziale sono ancora diverse le difficoltà del settore come sottolinea il Direttore di Righi Group: "Manca una filiera di produzione delle materie prime. Tutti i contributi che lo stato eroga finiscono in Germania e in Cina per acquistare quelle materie che da noi non si riescono a reperire. E' necessario lavorare in questa direzione.

L'ecosostenibilità diventa anche solidarietà e la Righi Group, ha fatto della responsabilità sociale un proprio marchio di fabbrica, come dimostra il progetto che accompagna la realizzazione dell'impianto di Ranchio.

"La nostra società conscia della responsabilità sociale che le aziende rivestono ha deciso di devolvere alla Caritas diocesana, tramite l'associazione Romagna Solidale di cui fa parte una donazione di 2 mila euro l'anno per un totale di 60 mila euro sul conto energia".

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