Ravenna, 150°. Il discorso del sindaco Matteucci

Ravenna, 150°. Il discorso del sindaco Matteucci

RAVENNA - Ravenna, città partigiana del Tricolore e della Costituzione, entra nel vivo delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il contributo di Ravenna, della Romagna e di tutta la nostra Regione all'unità d'Italia è stato prezioso e appassionato. Conserviamo ancora oggi gelosamente la memoria di quelle pagine di storia da cui è nata l'unità del nostro Paese. Sono luoghi, simboli e avvenimenti ai quali siamo legati da un rapporto profondo.


Il Capanno a Mandriole, che fu l'ultimo riparo di Anita. La Trafila, che rende onore alla generosità dei ravennati e della Romagna e dà il senso di una partecipazione diffusa, anche della gente semplice, agli ideali del movimento risorgimentale. Come fu ampia e diffusa la partecipazione alla Resistenza partigiana della nostra comunità. Negli ideali del Risorgimento, come negli ideali della Resistenza, ritroviamo quei valori e quei principi che sono il fondamento della democrazia. Ritroviamo le nostre radici. La nostra identità nazionale.


Per questo consideriamo i festeggiamenti per questo centocinquantesimo un'occasione molto speciale per Ravenna e per l'Italia. Un'occasione per ribadire quel sentimento unitario che ci fa sentire tutti parte di un grande Paese. Abbiamo lavorato tutti insieme, istituzioni, associazioni, scuole, categorie economiche, perché questa fosse soprattutto una grande festa popolare. Una festa che coinvolgesse tutta la nostra comunità. Ma anche un momento di riflessione, perché nel Risorgimento ci sono le nostre radici. Ci abbiamo messo tutto l'impegno e tutta la serietà che la preparazione di una festa così importante come questa deve avere.


Abbiamo costituito un Comitato e lavorato tutti insieme, perché celebrare i centocinquant'anni dell'unità d'Italia significa condividere obiettivi comuni. Mi sembra che abbiamo lavorato bene: possiamo essere soddisfatti. Ravenna ha l'onore di essere la patria di un'arte antica di secoli: il mosaico. Da quest'arte antica ci viene un insegnamento prezioso: ogni piccola tessera contribuisce a formare un disegno bellissimo. Per celebrare il 150esimo dell'Unità d'Italia abbiamo messo insieme tante piccole tessere, l'una accanto all'altra, abbiamo messo in campo tante iniziative per dire che i ravennati sono fieri di essere cittadini italiani ogni giorno. Abbiamo voluto coinvolgere, in primo luogo, gli alunni delle scuole.


Come ha detto il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le celebrazioni del 150esimo devono essere "un'occasione per guardare più lontano, non per guardare indietro". Guardare più lontano, significa guardare al nostro futuro. E sono i giovani il futuro. A loro dedichiamo questa festa.

 

Fabrizio Matteucci

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