Ravenna, 150°. Istituzioni riunite nella seduta congiunta dei Consigli

Ravenna, 150°. Istituzioni riunite nella seduta congiunta dei Consigli

Ravenna, 150°. Istituzioni riunite nella seduta congiunta dei Consigli

RAVENNA - Si è svolta nella Sala Nullo Baldini del  Palazzo della Provincia, la seduta congiunta dei consigli provinciale e comunale di Ravenna che hanno celebrato, in forma solenne, l'anniversario della proclamazione del Regno d'Italia, avvenuta a Torino, allora capitale, il 17 marzo 1861. Vittorio Emanuele II divenne il primo re d'Italia e l'Italia fu finalmente una nazione unita. Ha aperto la seduta il presidente del consiglio provinciale Elena Rambelli.

 

> LE FOTO DELL'ASSEMBLEA (Rafotocronaca)

 

Il presidente Giangrandi ha subito ricordato Roberto Gualandi, consigliere provinciale in carica, appena scomparso: "Credo che l'impegno di Gualandi sia un esempio importante di cosa può una persona può fare per la propria comunità. È un valore importante, che appartiene a tutti noi, e che ci sostiene in questo impegno che abbiamo preso di fronte ai cittadini. Un valore che dobbiamo condividere e che dobbiamo sottolineare con forza proprio mentre celebriamo i 150 anni dell'unità d'Italia.Questa coscienza di potere essere parte attiva di una comunità contribuendo a definire le scelte migliori e più giuste, come ha fatto Roberto Gualandi, è il senso più alto di questa ricorrenza.

I consiglieri hanno quindi osservato un minuto di silenzio.

 

Sono seguiti i saluti del sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci: "Svolgiamo questo incontro  nella sala dedicata a Nullo Baldini. Nullo Baldini nacque un anno dopo la proclamazione dell'unità d'Italia e  fu chiamato con il cognome del glorioso generale garibaldino Francesco Nullo per ricordare che i fratelli del nonno paterno erano stati fra i protagonisti dell'eroica Trafila garibaldina. Di certo Nullo Baldini raccolse l'eredità di quella storia nel suo agire politico e nel suo essere pioniere della cooperazione del lavoro, proponendo un modello economico per quei tempi rivoluzionario, solidale e di riscatto sociale. E raccolsero quell'eredità i protagonisti del secondo Risorgimento: le grandi organizzazioni politiche che avevano come riferimento diverse matrici ideologiche. Le sinistre che si richiamavano al movimento operaio, i popolari, i repubblicani, gli azionisti, i liberali. E raccolsero quell'eredità uomini come Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini, eroi della Resistenza e padri costituenti. Li abbiamo  ricordati  due mesi fa, in occasione della visita a Ravenna del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

 

Il presidente della Provincia Francesco Giangrandi: "Da 150 anni a questa parte abbiamo percorso tanta strada: non siamo più solamente una terra di conquista. Ma uno Stato moderno, all'altezza della propria grande storia. Per questo l'unità del Paese non deve più essere in discussione, perché è la condizione indispensabile perché si possa pensare di mantenere dignità e prestigio nel mondo. Una dignità e un prestigio da italiani, da popolo che ha una storia enorme alle spalle, un peso a volte ingombrante, ma che ci definisce: è ciò che siamo, nel bene e nel male, dalle Alpi fino alla Sicilia. Sappiamo che le divisioni indeboliscono le comunità e che è venuto il momento di aprire i territori a esperienze più vaste, invece di scavare trincee o alzare muri."

 

Prima dell'inizio dei lavori è stato proiettato un dvd curato dall'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea . Si tratta di un'unità didattica per la scuola media inferiore sull'Inno nazionale, per spiegarne testo, contenuti e riferimenti storici, affinché sia conosciuto l'autore, il musicista e il periodo nel quale fu composto.


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