Ravenna, 585mila euro per le prossime elezioni provinciali

Ravenna, 585mila euro per le prossime elezioni provinciali

Ravenna, 585mila euro per le prossime elezioni provinciali

RAVENNA - Ben 585mila euro: tanto costeranno le prossime elezioni provinciali allo stesso ente di piazza Caduti (ma nel 2006 ne spese 600mila). Lo si legge nel bilancio di previsione 2011 presentato oggi durante la seduta di Consiglio dall'assessore Emanuela Giangrandi. Quello di quest'anno, come premette lo stesso assessore, e' "il bilancio piu' difficile della legislatura 2006-2011". Tra le motivazioni ci sono la crisi economica con la conseguente riduzione delle entrate.

 

Inoltre il taglio dei trasferimenti, il tetto dell'indebitamento ("gia' raggiunto", come osserva Giangrandi), e il costo, appunto, per le elezioni provinciali. "Sono circa 1.000 euro a seggio- spiega Giangrandi- e fortunatamente, per il territorio comunale dividiamo la spesa con il Comune".

 

Si tratta di una quota che va a ridurre ulteriormente la spesa corrente prevista per il 2011, gia' ridotta all'osso: basti pensare che, nel 2006, la Provincia di Ravenna poteva ascrivere a bilancio oltre 16 milioni di spese (consumi, gestionali e contributi), mentre quest'anno dovra' rimanere sotto il tetto dei dieci milioni (9.829.527 euro). Nel 2010, invece, la spesa corrente (assestata) e' stata di circa 12,5 milioni. Contemporaneamente cresce l'indebitamento dell'ente che passa da 11.625.668 euro del 2010 (interessi passivi e ammortamento mutui), a 12.065.000 euro. "Si tratta di una scelta che abbiamo voluto fare per finanziare gli investimenti", chiarisce ancora l'assessore.

 

Tuttavia, nel 2011, la Provincia di Ravenna conta di ridurre la spesa per il funzionamento del suo stesso Consiglio. Complessivamente, infatti, passera' da 364.330 euro del 2010 a 351.226 euro. In particolare, diminuisce l'indennita' di funzione per il presidente del Consiglio (da 42.637 euro a 41.357) e la spesa per i gettoni di presenza dei consiglieri (da 95.000 euro a 75.000). Una parte della riduzione e' dovuta al taglio del numero dei consiglieri previsti dalla Legge Calderoli: nella Provincia di Ravenna si passera' da 30 a 26 consiglieri, e da nove a sei assessori. Per quanto riguarda i vincoli del patto di stabilita', invece, Giangrandi plaude alla soluzione escogitata dalla Regione Emilia-Romagna che con la Legge sul patto di stabilita'

regionale, "mette a sistema gli enti locali, in modo che si possano aiutare a vicenda". E questo si' che e' "un esempio di federalismo, al di la' dei proclami e delle ideologie", dice. (Dire)

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