Ravenna, 81 docenti della media 'Montanari' elencano i tagli della loro scuola

Ravenna, 81 docenti della media 'Montanari' elencano i tagli della loro scuola

Ravenna, 81 docenti della media 'Montanari' elencano i tagli della loro scuola

RAVENNA - Arriva la solidarietà di 81 docenti della scuola media Mario Montanari ai prof della scuola Don Minzoni, sempre di Ravenna, ma anche dei ragazzi e delle loro famiglie che hanno visto la soppressione dell'indirizzo musicale attivato l'anno scorso, "indirizzo che indubbiamente arricchiva l'offerta formativa del Quartiere San Biagio e della città di Ravenna". Ma la Don Minzoni non è l'unica, dicono gli 81 docenti in una lettera aperta, lamentando la riduzione del tempo scuola per tutte le classi da 33 ore settimanali a 30.

 

E ancora: "Taglio di sezioni; cancellazione della flessibilità oraria dei docenti e conseguente eliminazione di tutti laboratori pomeridiani per tutte le classi, unitamente alla drastica riduzione delle attività laboratoriali anche nell'arco della mattinata dove è diventato quasi impossibile attivare gruppi di recupero e di potenziamento; taglio delle ore di italiano a fronte di una programmazione rimasta invariata e in una scuola che presenta una popolazione di origine straniera pari a un terzo; al taglio delle ore di compresenza e alla relativa difficoltà anche nella realizzazione di semplici uscite didattiche nel territorio; taglio di certificazioni di disabilità che ha impedito agli alunni con DSA di seguire percorsi mirati in piccoli gruppi; conseguente drastica riduzione delle ore di sostegno; taglio dei fondi per progetti interni", è quanto denunciano.

 

"Tutto questo si è verificato in una scuola che negli ultimi dieci anni, in particolar modo, aveva lottato contro pregiudizi interni e esterni, aveva avviato percorsi di cittadinanza attiva partecipando ad ogni iniziativa pubblica che vedesse la difesa degli ideali di democrazia sanciti dalla Costituzione; una scuola che aveva preso a modello la stessa Carta Costituzionale; una scuola che aveva sperimentato, prima nel territorio, percorsi di alfabetizzazione degli alunni stranieri di primo e secondo livello facendoli rientrare in una programmazione ‘normale' e per così dire ‘curricolare', eredità sopravvissuta in parte grazie alla volontà di alcuni colleghi".

 

Ed infine: "Nel ribadire la solidarietà con tutte le scuole pubbliche che stanno subendo una drastica riduzione dell'offerta formativa, facciamo appello al Sindaco, agli Enti locali, alle Autorità competenti e soprattutto ai genitori dei nostri alunni affinché difendano il diritto di tutti i ragazzi ad una scuola di qualità che promuova, secondo quanto stabilito dalla Costituzione italiana, la formazione del cittadino e la crescita della cultura e della ricerca scientifica".

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