Ravenna, a palazzo Rasponi mostra collettiva di arti visive

Ravenna, a palazzo Rasponi mostra collettiva di arti visive

RAVENNA - "Dal fiore amato il frutto" è il titolo di una mostra collettiva di arti visive, organizzata con il patrocinio dell'assessorato alle Politiche giovanili, che sarà inaugurata sabato 12 febbraio alle 18 a palazzo Rasponi, in via D'Azeglio 2. Parteciperà all'inaugurazione l'assessore alle Pari opportunità Giovanna Piaia. Il taglio del nastro sarà seguito da una lettura di poesie di Vanessa Sorrentino.

La mostra è curata da Silvia Casavecchia e Claudia Majoli e le opere in esposizione sono di Mauro Bendandi, Rosetta Berardi, Antonio Caranti, Silvia Casavecchia,Tania Flamini, Alessia Lenzi, Claudia Majoli, Franca Minardi, Fiorenza Paganelli, Anna Tazzari, Margherita Tedaldi, Loretta Zaganelli, Raffaella Zavalloni.

La mostra sarà visitabile fino al 23 febbraio, il martedì, il mercoledì, il venerdì e la domenica dalle 16 alle 19, il sabato dalle 10.30 alle 12.30. Per altre informazioni: spaziodentromostra@libero.it

"Nella ricerca e nella contemplazione dei fiori - scrive Loretta Zaganelli, artista e critica d'arte - è compresa la nascita dell'opera: l'attendere l'attimo ispirato per raccogliere i doni che arrivano: parte importante riveste l'attesa.

Sentirsi leggeri di sorridere e guardare un fiore, chiedersi qual era e com'era.

Ripercorrere i sentieri e ritrovare materiali e gesti. Sentirsi in pace e vivere in armonia con la natura che ci è data. Non sappiamo con certezza cosa rac-cogliere ma ognuno di noi vuole essere e vivere ogni giorno andando oltre l'ordinario e lo fa cercando e accogliendo la leggerezza della libera espressione, nonostante le avversità e lo sgomento. Non chiedeteci per cosa. Siamo in un giardino spesso ostico, con fiori di ogni tipo, forma e senso. Ci vuole molto intuito per crescere bene una pianta, ma le stagioni si ripresentano sempre nello stesso identico modo e questo è l'unico piccolo e assoluto dato di fatto.

Così, come l'ingenuo giardiniere Chance, del film "Oltre il giardino" (Being there) diretto da Hal Ashby nel 1979, l'artista va oltre senza paura e senza timore, si spinge in quel mondo, in altri giardini, e non sa quali e strani fiori lo attendano. L'artista vive il suo stupore, la sua incredulità per quel che gli altri sanno e conoscono o credono di sapere, è colui che non giudica ma vede e osserva ogni cosa.

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Nella cura del fiore, di quello più strano, è compresa l'accettazione di una parte di sé e del mondo, e quella parte doniamo agli altri, come un dono nuovo, ogni giorno".

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