Ravenna, accordo trovato alla Borregaard: cassa integrazione per due anni

Ravenna, accordo trovato alla Borregaard: cassa integrazione per due anni

Ravenna, accordo trovato alla Borregaard: cassa integrazione per due anni

RAVENNA - Venerdì 6 agosto, si è tenuto al ministero del Lavoro un incontro sulla vertenza che riguarda l'azienda del distretto chimico ravennate Borregaard. La multinazionale norvegese ha deciso di lasciare l'Italia e da allora è partita una trattativa con i sindacati per tutelare i lavoratori. "Al termine del confronto tra sindacati e Borregaard - commenta Massimo Marani della Filctem Cgil - si è raggiunto un accordo in base al quale il Ministero riconoscerà ai 39 dipendenti, di cui 37 nello stabilimento ravennate, la cassa integrazione straordinaria per due anni.

 

La concessione del secondo anno è subordinata al collocamento di almeno il 30% dei lavoratori nel corso del primo anno. La cassa integrazione si aprirà il prossimo primo settembre e durante i due anni il passaggio alla mobilità sarà esclusivamente su base volontaria. Sono state concordate anche iniziative per favorire il ricollocamento dei lavoratori attraverso corsi di formazione. Inoltre, la multinazionale norvegese si impegnerà direttamente, e congiuntamente con le organizzazioni sindacali, per individuare posti di lavoro disponibili in altre aziende del settore in modo da poter ricollocare il maggior numero di lavoratori".

 

"Rispetto all'atteggiamento iniziale dell'azienda - commenta ancora Massimo Marani - si sono ottenuti diversi risultati nel corso della trattativa. Inizialmente Borregaard avrebbe voluto procedere alla chiusura ricorrendo subito alle procedure di mobilità. Unitamente alla cassa integrazione è stata concordata un'incentivazione all'esodo che verrà liquidata nel momento del passaggio alla mobilità. Siamo riusciti ad ottenere delle buone condizioni anche per l'organico in sede di operazioni di bonifica degli impianti".

 

"La speranza è ora che tutti i lavoratori della Borregaard possano trovare una ricollocazione sul lavoro. Questi risultati, anche se positivi rispetto alle premesse iniziali, non possono certo far cantare vittoria la Filctem Cgil: Ravenna si trova ad affrontare l'ennesima chiusura di uno stabilimento con gravi ripercussioni sia sul distretto che sui lavoratori e le loro famiglie. Torniamo a ribadire - conclude Marani - che serve al più presto la definizione di un piano industriale per il rilancio del settore".

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