Ravenna, aggregazione giovanile: 155 gli spazi censiti

Ravenna, aggregazione giovanile: 155 gli spazi censiti

Ravenna, aggregazione giovanile: 155 gli spazi censiti

È pubblicato il report provinciale di rilevazione degli spazi di aggregazione giovanile.  La ricerca è stata realizzata nell'ambito dell'azione di sistema "Centri di aggregazione giovanile dell'Emilia-Romagna: dalla conoscenza alla rete" il cui intento era quello di costruire conoscenza, per la prima volta a livello regionale,sulle opportunità di incontro e socializzazione e sulla componente di offerta della rete dei servizi rivolta ai giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni.

 

Si tratta di una delle azioni di sistema previste dall'Accordo di Programma Quadro "Giovani Evoluti e Consapevoli" (APQ GECO) co-finanziato dal Ministero della Gioventù e dalla Regione Emilia-Romagna. "La rilevazione- riferisce l'assessore provinciale alle politiche giovanili, Massimo Ricci Maccarini - è durata circa quattro mesi. Il lavoro di raccolta delle informazioni si è svolto con modalità simili a quelle di un censimento, con l'utilizzo di rilevatori appositamente formati e coordinati a livello provinciale. Per coprire tutto il territorio regionale è stata richiesta la collaborazione di funzionari e operatori dei servizi e dei referenti delle organizzazioni che le gestiscono. Le informazioni raccolte sono state registrate in un unico database che potrà contribuire alla costruzione del sistema informativo delle politiche giovanili".

 

In provincia di Ravenna sono 155 gli spazi censiti. La distribuzione degli spazi è concentrata nei due municipi principali: 45 a Ravenna e 38 a Faenza. Gli spazi di aggregazione giovanile sono prevalentemente parrocchie e oratori (29,7%) cui seguono a breve distanza le associazioni culturali e/o di promozione sociale (28, 4%). La gestione degli spazi di aggregazione giovanile compete principalmente al settore privato, che da solo ne copre 92 su 155. Il settore pubblico e il privato sociale si dividono equamente il 35% degli spazi, mentre il 3,9% ha adottato una modalità di gestione mista.

 

La gestione da parte del settore privato mostra una maggior presenza di spazi (quasi il 64%) riconducibili a parrocchie/gruppi parrocchiali, dato superiore di oltre 11 punti percentuali rispetto a quello regionale. Tra i gestori pubblici è netta la prevalenza dei Comuni (81,5%), per contro, non si segnala nessuna esperienza di unione tra più soggetti. Dei 27 spazi amministrati dal privato sociale il 44,4% è gestito da cooperative sociali, il 25,9% da organizzazioni di volontariato e il 22,2% da associazioni di promozione sociale. Sono 4 su 6 gli spazi a gestione mista, esito della combinazione tra privato sociale e pubblico.

 

Ma chi sono i giovani che frequentano gli spazi di aggregazione giovanile?  Si tratta di fruitori in maggioranza maschile: nel 38,7% dei centri, a fronte di un 13,5% a prevalenza femminile, ma nel 29% dei centri la frequentazione è più o meno equivalente tra i generi. I Centri registrano un'utenza media giornaliera compresa fra 10 e 30 ragazzi, mentre oltre il 28% registra da 31 ad oltre 50 presenze. L'accesso agli spazi è completamente libero nel 44,5% dei casi, mentre nel 38,1% è vincolato ad un'iscrizione a pagamento. Sono le polisportive a segnalare una maggiore affluenza di giovani: circa il 71% ha indicato infatti una frequentazione media di oltre 50 ragazzi al giorno.

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