Ravenna: al teatro Alighieri si torna al Novecento

Ravenna: al teatro Alighieri si torna al Novecento

RAVENNA - La stagione d'opera del Teatro Alighieri torna al Novecento con Candide di Leonard Bernstein, in programma sabato 20 (20,30) e domenica 21 marzo (15,30), nel nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca.

Il progetto LTL OperaStudio, fucina di giovani talenti lirici (gli interpreti che si alterneranno nelle recite sono il risultato di oltre 200 audizioni), si fonda sull'idea di continuità e sviluppo delle esperienze passate. Ciò sia sul piano del metodo e dell'organizzazione generale del lavoro sia sul piano del contenuto. La scelta del titolo Candide conferma le caratteristiche di forte impatto espressivo e simbolico, di grande varietà tecnica e stilistica e dunque di ampie prospettive al lavoro formativo, riscontrate con lo studio dell'opera Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny svolto nel 2008 e con i titoli precedenti.

Candide si caratterizza infatti, oltre che per la straordinaria vivacità e brillantezza della scrittura musicale, anche per una forte impronta satirica, direttamente mutuata dalla novella del filosofo illuminista francese Voltaire da cui deriva, che include una profonda riflessione sui mali del mondo, sulle ipocrisie dei poteri, sulla vuotezza delle utopie di società perfette. Esattamente gli stessi temi che, sia pur sul versante drammatico, affrontava Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny. Come sempre accade in questi casi, un testo collocato storicamente in modo assai preciso mantiene la propria attualità anche in epoche diverse: così fu negli anni '50 nell'America di Bernstein e della commediografa Lillian Hellman, prima autrice del libretto, e così è ancor oggi, come dimostra la fortuna dell'opera, più volte rappresentata anche in tempi recenti.

Novità e punto di forza di questa edizione è la collaborazione con il Teatro Wielki-Opera di Poznan, uno dei maggiori centri di produzione lirica del paese slavo. Ciò, oltre a permettere la partecipazione di giovani cantanti provenienti da un'area sempre generosa di voci di prim'ordine, ha garantito la collaborazione con uno dei più quotati registi delle ultime generazioni, Michail Znaniecki che del Teatro di Poznan è anche direttore. L'Orchestra della Toscana sarà diretta da Elio Boncompagni, le scene sono di Luigi Scoglio ed i costumi di Kornelia Piskorek.

L'allestimento diretto da Znaniecki, colloca l'azione all'interno di una stazione della metropolitana parigina, non una stazione qualunque, ma quella con il nome storico: Voltaire. "La gente si raduna in attesa del treno - racconta il regista - come ogni giorno i passeggeri aspettano; come ogni giorno sognano, guardando le pubblicità sulle pareti, il mondo perfetto fatto di carta e immagini stampate, un mondo bidimensionale pieno di promesse e inconsistenza. Un' immagine del mondo che ci attira e ci fa scoprire desideri e semplici invidie. Stavolta succederà qualcosa di straordinario, grazie alla musica di Bernstein i passeggeri della metropolitana, sempre insoddisfatti, potranno entrare in questo mondo perfetto fatto di ricchezza, di viaggi con transatlantico, casinos, vincite e lotterie. Usciranno trasformati oppure, come i personaggi di Candide, rimarranno nel loro inferno dantesco dei caratteri invariati... solo Candide, con la sua purezza - che però non è stupidità - può uscirne vincitore perchè ha accettato il suo percorso, il suo destino, la sua ricerca. Ha capito che deve accontentarsi di quello che ha, quello che ci dà il mondo reale."

Nell'anno che precedette il trionfale successo di West Side Story, Leonard Bernstein e la scrittrice Lillian Hellman si lanciarono nell'azzardo di tradurre in musica per il teatro popolare un capolavoro della letteratura polemica illuministica come il Candide ou L'Optimisme di Voltaire (1759). Fu, nelle parole del regista della prima messinscena Tyrone Guthrie, «come un rifacimento del Crepuscolo degli dèi curato da Rossini e Cole Porter». La partitura del Candide (la brillante e felicissima ouverture è entrata ormai stabilmente anche nel repertorio sinfonico delle grandi orchestre) appartiene alla serie di capolavori che non sono classificabili entro alcun genere, come Il viaggio a Reims di Rossini o Les Contes d'Hoffmann di Offenbach, Candide accoglie in sé una moltitudine di stili e caratteri che si reggono tra loro come in un castello di carte, in bilico tra l'allegria spensierata dell'operetta, il turbinìo spettacolare del musical e il profondo lirismo del teatro musicale classico.  

A pochi giorni dalla prima assoluta (nel novembre 1956) lo stesso Bernstein ebbe a scrivere sul New York Times: "Riguardo a come verrà definita - operetta, comic-opera o quant'altro - sarà meglio lasciarlo decidere agli altri. La particolare miscela di stili ed elementi che sono presenti in quest'opera la rendono forse un nuovo tipo di spettacolo. Magari diventerà una nuova forma, non lo so."

Lillian Hellmann e i molti scrittori che negli anni contribuirono alla versificazione del libretto hanno sostanzialmente mantenuto intatto lo schema della vicenda, così come il succedersi dei personaggi del romanzo di Voltaire, che qui diventa il narratore degli eventi. Al vorticoso succedersi di avvenimenti che caratterizza la vicenda corrisponde un tour de force compositivo che solo un ingegno di pirotecnico virtuosismo quale Bernstein poteva portare a buon fine. Nei ventisette numeri musicali in cui è articolato Candide rimane, sotto l'apparente leggerezza dell'ironia, uno dei più amari commenti all'ipocrisia con cui la cattiva coscienza del mondo si rappresenta, cercando di nascondere l'autentica natura delle azioni dell'uomo.
L'opera subì varie revisioni e ci è dunque giunta in diverse versioni. La produzione in scena all'Alighieri adotterà quella finale, la Scottish Opera Edition del 1989, che si basa sulla giustapposizione delle situazioni e su un efficace stridore satirico che nasce dal continuo non sense delle situazioni drammaturgiche. Ciò si riflette sul piano musicale, dove si alternano strizzatine d'occhio a Broadway, citazioni bachiane, arie, cori, brani di carattere in un continuo e miracolosamente equilibrato tourbillon di stili e linguaggi, che non esclude anche il ricorso a situazioni coreografiche di notevole rilevanza.

Martedì 16 febbraio alle 17.30, nella Sala Arcangelo Corelli del Teatro Alighieri, la presentazione dell'opera curata da Gaia Varon.

Info e prenotazioni: 0544 249244 - www.teatroalighieri.org

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