Ravenna, albero di Natale. Coldiretti: ''Comprate quelli naturali''

Ravenna, albero di Natale. Coldiretti: ''Comprate quelli naturali''

Ravenna, albero di Natale. Coldiretti: ''Comprate quelli naturali''

RAVENNA - È scattata la corsa all'acquisto dell'albero di Natale e Coldiretti Ravenna invita le famiglie della provincia a investire nell'acquisto di un albero naturale, simbolo della festa che mantiene il suo fascino, il suo prezzo e, soprattutto, contribuisce a migliorare l'ambiente senza provocare il dispendio energetico degli alberi finti e plastificati importati dalla Cina. Bassi i costi: per un abate di bassa taglia si può spendere anche solo 5 euro.

 

" Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio - rileva la Coldiretti - derivano per circa il 90 per cento da coltivazioni vivaistiche che occupano stagionalmente oltre mille aziende agricole specializzate, mentre il restante 10 per cento dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco".

 

A Ravenna, ormai da decenni, l'azienda vivaistica Aldo Bezzi di Russi, tra le poche, forse unica azienda che coltiva abeti in provincia, allestisce il suo mercatino degli alberi di Natale in piazza Vacchi, mercatino dove tanti cittadini trovano l'abete naturale che fa al caso loro. "È da oltre 30 anni che, quando il Natale si avvicina, riforniamo le famiglie della città con il nostro mercatino - racconta Aldo Bezzi, titolare del vivavio gestito insieme al figlio - i nostri abeti sono tutti coltivati in zona ed hanno un prezzo che varia dai 5 ai 20 euro a seconda della dimensione e delle caratteristiche dell'albero".

 

"L'acquisto di un albero Made in Italy e, in questo caso, made in Ravenna - prosegue la Coldiretti - aiuta l'ambiente e l'economia locale anche se, purtroppo, da qualche anno a questa parte i produttori locali hanno a che fare con la concorrenza dei Paesi dell'Est europeo (in particolare la Romania) che stanno fortemente incrementando le esportazioni di prodotti di bassa qualità che raggiungono il nostro paese attraverso il trasporto con mezzi inquinanti per essere venduti dai centri della grande distribuzione. Senza contare l'invasione di alberi di plastica made in Cina, alberi che provocano un dispendio energetico nettamente superiore a quello necessario per la produzione e la commercializzazione di un albero vero prodotto in loco di analoghe dimensioni. L'acquisto di alberi finti di plastica dalla Cina provocherà quest'anno in tutta Italia l'emissione di gas ad effetto serra pari all'inquinamento provocato da sei milioni di chilometri percorsi in auto".

 

"L'albero naturale coltivato in vivaio invece consuma energia per fertilizzanti e lavorazioni meccaniche ma - conclude la Coldiretti - durante il periodo di accrescimento in vivaio, di circa 5 o 6 anni, sequestra dall'aria anidride carbonica (CO2) ad effetto serra con un bilancio energetico finale favorevole di 47 grammi di anidride carbonica (CO2) tolta dall'atmosfera per pianta senza contare che un ettaro di alberelli produce ossigeno per 45 persone".

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