Ravenna, Alessandrini (Pd): "Dubbi sul secondo parere medico"

Ravenna, Alessandrini (Pd): "Dubbi sul secondo parere medico"

FORLI' - In merito alle notizie di stampa degli ultimi giorni sul cosiddetto secondo parere medico, affinché il cittadino, di fronte ad una patologia grave, possa avere una maggiore tranquillità circa le soluzioni da adottare, interviene Tiziano Alessandrini - Consigliere PD della regione Emilia-Romagna. L'iniziativa sta partendo sperimentalmente nell'ASL di Ravenna su decisione del direttore generale Tiziano Carradori.

 

Dice Alessandrini: "Nell'intento si tratta di una iniziativa apparentemente buona, attenta alle esigenze delle persone che si trovano in un momento di seria difficoltà, schiacciate dal peso della responsabilità sulla decisione da assumere. Come tutte le iniziative però ha i suoi "contro" ed in questo caso molto probabilmente superano i benefici e rischia di creare confusione fra i cittadini ed i medici stessi".

 

"bbiamo la fortuna di operare in una realtà territoriale ed in un Regione dove la sanità, grazie anche alla abnegazione ed alla professionalità dei professionisti, ha veramente raggiunto punti di grande eccellenza. Su questo possiamo dirci orgogliosi di essere una volta tanto davanti alle grandi democrazie occidentali come l'America di Barack Obama. Da noi  è assodato che la sanità deve essere un diritto universalistico ed esigibile da tutti".

 

"La possibilità di richiedere un secondo parere ad altro professionista è una pratica che esiste da sempre. Spesso, sono i medici per primi che per scrupolo professionale si attivano per chiedere altri consulti. E allora costruire un elenco di medici a cui potersi rivolgere forse non è una grandissima trovata. C'è il sapore della demagogia. E poi, è vero, a quale titolo si chiede di assumere questa prassi a tutte le ASL dell'Area Vasta Romagna?"

 

Il consigliere Alessandrini si chiede con quali criteri scientifici si compili la lista dei professionisti: "Effettivamente la proposta fa pensare che sia finalizzata maggiormente a trovare soluzioni alle criticità esistenti nell'ASL di Ravenna, nel senso che si cerca di mettere un argine ai pazienti che si rivolgono all'ospedale di Forlì. Si cerca di frenare la mobilità verso la nostra ASL. Infatti oggi, fortunatamente, i cittadini possono decidere liberamente dove farsi curare in tutta Italia ed essere rimborsati. Anzi, risulta che l'Unione Europea stia allargando le maglie della possibilità di cura nei Paesi della stessa".

 

"E' la stessa storia del medico di riferimento. Può risultare un palliativo. Il modo per curare bene le persone ammalate è quello dell'approccio "integrato", una disciplina che servirebbe in tutti i settori, compreso quello dell'economia. E' questo elemento "culturale" innovativo che crea valore aggiunto nell'ospedale di Forlì, che lo ha portato all'onore delle cronache nazionali ed internazionali, e consente di eliminare le pratiche della malasanità".

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