Ravenna, all'Alighieri Begelli presenta Fidelio

Ravenna, all'Alighieri Begelli presenta Fidelio

Ravenna, all'Alighieri Begelli presenta Fidelio

RAVENNA - Martedì 1 febbraio alle 17.30 (Sala Corelli del Teatro Alighieri) l'appuntamento con "Prima dell'opera", relatore Marco Beghelli, sarà dedicato alla presentazione di Fidelio di Ludwig van Beethoven in scena all'Alighieri sabato 5 e domenica 6 febbraio. Marco Beghelli, docente di Filologia musicale nell'Università di Bologna, dedica le sue ricerche al teatro d'opera fra Sette e Novecento, affrontato da diverse prospettive (storica, drammaturgica, sociologica, semiologica, filologica).

 

Ha curato le edizioni di Tutti i libretti di Mozart e Tutti i libretti di Rossini (Garzanti-Utet), nonché verie edizioni critiche di partiture operistiche. Volume di riferimento: La retorica del rituale nel melodramma ottocentesco (Istituto nazionale di Studi verdiani). In occasione del bicentenario chopiniano è stato riedito il suo volume giovanile Invito all'ascolto di Chopin (Mursia). Nel Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna coordina l'Archivio del Canto, dove si raccolgono fondi documentari relativi a cantanti lirici del passato (Maria Callas, Renata Tebaldi, Mario Del Monaco, ecc.).

 

Il capolavoro che il compositore di Bonn concepì al culmine della propria parabola artistica, l'unica opera che Beethoven abbia mai portato a termine, ritorna a Ravenna - a quarant'anni dalla sua ultima rappresentazione all'Alighieri - inaugurando la collaborazione col Teatro di Bolzano. Un nuovo allestimento affidato all'esperta direzione musicale di Gustav Kuhn, alla guida dell'Orchestra Haydn di Bolzano, e alla regia di Manfred Schweigkofler che lo scorso hanno mise in scena una Elektra di grande successo. Walter Schütze firma le scene, Kathrin Dorigo i costumi, le luci di sono di Claudio Schmid, mentre i movimenti coreografici della Compagnia Abbondanza/Bertoni sono di Michele Abbondanza. Il Philharmonia Chor di Vienna, gia' apprezzato al Festival nella Betulia Liberata di Mozart diretta da Riccardo Muti, è diretto da Walter Zeh.

 

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La vicenda della moglie fedele che si traveste da uomo per andare a cercare il marito prigioniero deriva dal dramma in due atti, Leonore, ou l'amour conjugal di Bouilly, che costituì il testo di partenza di Ferdinand Sonnleithner e Georg Friedrich Treitschke, i librettisti di Beethoven. La storia, tuttavia, si carica in Beethoven di una tensione particolare per la pregnanza dei valori spirituali messi in gioco: non solo l'amore coniugale tra Leonora (travestita da Fidelio), e Florestano (il marito prigioniero) - a cui fa da breve contrappunto iniziale l'equivoco di Marcellina, che si innamora di Fidelio e rifiuta le attenzioni di Jaquino - ma anche la dignità il coraggio e la tenacia di chi condannato ingiustamente e si oppone al proprio destino solo con la propria nobilt d'animo. E infine il trionfo della giustizia grazie all'intervento di Don Fernando, che salva Florestano dopo il colpo di scena in cui Fidelio rivela di essere Leonora e salva il marito che sta per essere ucciso da Pizarro.

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