Ravenna, allarme della Provincia: "50 milioni di euro di investimenti in meno"

Ravenna, allarme della Provincia: "50 milioni di euro di investimenti in meno"

Ravenna, allarme della Provincia: "50 milioni di euro di investimenti in meno"

Cinquanta milioni di euro di investimenti in meno nei prossimi anni a Ravenna. E' l'allarme lanciato dal presidente della Provincia, Francesco Giangrandi, intervenendo al convegno organizzato dalle coop ravennati sui numeri del sistema cooperativo e Ptr. "Risorse dimezzate per gli investimenti", spiega Giangrandi facendo sapere che i tagli colpiranno la ‘carne viva' della società riguardando capitoli come "scuola" e "logistica", con "inevitabili ricadute occupazionali".

 

Per capire con esattezza quanto e come i tagli avranno ricadute sugli investimenti, occorre asepttare un paio di settimane, quando in Consiglio provinciale arrivera' l'assestamento di bilancio, cui farà seguito il documento di previsione del bilancio 2009 che terra' conto della finanziaria e delle sue eventuali modifiche.

Questo per quanto riguarda la Provincia. In Comune la situazione non è più rosea, per via delle incognite sulla riforma sul federalismo, per ora ancora sulla carta, sul taglio delle risorse che facevano tradizionalmente parte delle entrate comunali, come l'Ici.

 

Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, fa notare che l'aver introdotto l'esenzione dal pagamento dell'imposta comunale sugli immobili a tutti i cittadini, significa privare  i Comuni di "quelle risorse che potevano servire a sostenere i redditi medio-bassi".

 

Il presidente della Provincia di Ravenna, Francesco Giangrandi, fa notare che aver legato "gli introiti comunali alle case, ha creato un problema: abbiamo consumato oltre 2.000 ettari di territorio provinciale per edilizia abitativa, circa 260 l'anno", creando 10.000 case in piu' di quelle che servirebbero per una popolazione in calo, sostiene il presidente.

 

Critico è anche legare i bilanci delle provincie alla tassa sulla compravendita di automobili. Se "si continua ad avere l'edilizia e la vendita di auto come entrate principali di Comuni e Province- chiosa il sindaco Matteucci - non ci possiamo illudere, poi, che in futuro ci sia un miglioramento ambientale e una riduzione del consumo del territorio".

 

Alfredo Bertelli, sottosegretario della presidenza della Regione, è d'accordo su queste analisi: "In poco piu' di 20 anni abbiamo realizzato una seconda Regione di cemento - ha affermato Bertelli - raddoppiando il costruito, e nessuno si e' preoccupato di quegli aitanti e di quelle industrie che andavano ad occuparlo".

 

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La strada imboccata dalla Regione Emilia-Romagna e' quella di "premiare la riqualificazione dell'esistente" e di "ricostruire le reti ecologiche" (dal momento che "una parte rilevante dell'industria regionale- dice- deriva dall'impiego di risorse naturali, prodotti di qualita' e da un ambiente bello e sano"), ma sul fronte abitativo le "pressioni sono fortissime" e la situazione e' "completamente sbalestrata".

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