Ravenna, Ancisi attacca il sindaco: "Bilancio virtuoso? No, debiti scaricati su altre società"

Ravenna, Ancisi attacca il sindaco: "Bilancio virtuoso? No, debiti scaricati su altre società"

Ravenna, Ancisi attacca il sindaco: "Bilancio virtuoso? No, debiti scaricati su altre società"

RAVENNA - La situazione del bilancio del Comune di Ravenna non è realistica, per come è stata descritta dal sindaco. Lo sostiene il capogruppo di opposizione Alvaro Ancisi che attacca: "La celebrazione delle virtù del bilancio comunale di Ravenna, esternata dal sindaco commentando la relazione della Corte dei Conti sulla situazione finanziaria dei Comuni italiani, si rivela, agli occhi di un consigliere comunale che non scaldi la sedia, un vero e proprio autogol".

 

Per Ancisi, infatti, "se l'indebitamento di Ravenna è meno della metà di quello medio dei Comuni calcolato sul numero degli abitanti è per un trucco facile: Basta scaricarne buona parte sul sistema delle società partecipate, come ha fatto il Comune di Ravenna con Ravenna Holding (per circa 33 milioni di euro di debiti). Altro modo facile per ridurre il debito, che comunque rimane non lieve a Ravenna, è vendere le proprietà immobiliari strategiche che i cittadini hanno realizzato coi loro soldi, in molti decenni, allo scopo di tutelare il loro diritto ai servizi essenziali. È in questo modo che il Comune di Ravenna ha da poco venduto (scandalosamente) ad Hera spa gli impianti e le reti del gas e a Romagna Acque spa i propri acquedotti e le reti dell'acqua".

 

E ancora Ancisi: "Abbiamo contenuto la spesa pro-capite per il personale, più bassa del 35% rispetto a quella nazionale? Neppure un baro di professione riuscirebbe a nascondere nella manica gli almeno 80 per cento dei servizi del Comune che sono erogati con personale non più del Comune, ma dipendente dalla miriade di soggetti esterni cui sono affidati in gestione (consorzi, società partecipate, fondazioni, cooperative, imprese appaltatrici, ecc.). Il loro costo non figura come spese per il personale, ma per beni e servizi".

 

Ed infine: "L'ultimo motivo di vanto per Matteucci è che "abbiamo tagliato le spese dei costi della politica". Quando e dove mai? A Ravenna, i costi della politica non stanno solo in Comune, ma soprattutto nei consigli di amministrazione delle società e dei consorzi partecipati dal Comune, in cui sono nominati uomini o portaborse della politica locale, tutti amici del sindaco e dei partiti che lo sostengono. Sono 17 le società esterne che gestiscono i servizi di cui sopra, oltre al Consorzio per i servizi sociali (o ASP che dir si voglia) e a qualche fondazione", conclude Ancisi.

 

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