Ravenna, Ancisi (LpR): "Esoneri dalla mensa scolastica a carico delle famiglie"

Ravenna, Ancisi (LpR): "Esoneri dalla mensa scolastica a carico delle famiglie"

Ravenna, Ancisi (LpR): "Esoneri dalla mensa scolastica a carico delle famiglie"

RAVENNA - "I bambini poveri esonerati dal pagamento della mensa scolastica crescono da 15 a 652 in un giorno. Oggi sono a carico, giustamente, del servizio sociale; da settembre, delle famiglie paganti". E' l'allarme lanciato da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna. "I dati che seguono, che ho chiesto ed ottenuto dal servizio scolastico del Comune, dimostrano la portata di una gestione scandalosa dell'assistenza sociale alle famiglie povere (o ritenute tali) i cui figli usufruiscono della mensa scolastica".

 

"Bambini "poveri" alla mensa scolastica. Quanti e chi paga per loro: anno 2008/2009, a carico del Consorzio, 44 esoneri su 10.642 iscritti alla mensa (0,42 per cento). Anno 2009/2010, a carico dell'ASP, 22 esoneri su 9.368 iscritti alla mensa (0,23 per cento). Anno 2010/2011 , carico dell'ASP, 15 esoneri su 9.305 iscritti alla mensa (0,16 per cento). Anno 2011/2012, a carico delle famiglie paganti, 652 esoneri su 9.305 iscritti alla mensa (7 per cento)". Ecco i dati di Ancisi.

 

"Della nuova tariffazione che l'attuale amministrazione comunale intende introdurre dal prossimo 1° settembre non si è capito bene perché, nelle scuole dell'infanzia ed elementari, pur applicando tariffe differenziate in base al reddito ISEE, si vuol far pagare fatture forfetizzate mensili, anche se i bambini stanno a casa ammalati o se ci sono vacanze scolastiche. Sconti irrisori, non proporzionali al minor numero di pasti consumati, sono previsti, a domanda, solo se l'assenza da scuola si prolunga oltre tre settimane in un mese e per le vacanze in alcuni mesi, non tutti. Da che Italia è Italia, l'assistenza sociale ai bisognosi è carico dei Comuni, che la finanziano attraverso le tasse che tutti i cittadini abbienti pagano in proporzione al loro reddito, come dice l'art. 53 della Costituzione. Una volta c'era l'ECA (Ente Comunale di Assistenza: ne so qualcosa di quand'ero bambino povero), poi c'è stato il Consorzio per i servizi sociali, dal 2010 c'è l'ASP (Azienda per i Servizi alla Persona), la quale, come prima il Consorzio, riceve dal Comune, per questo servizio, oltre 10 milioni di euro della comunità ravennate. Fino ad oggi dunque, i bambini poveri sono stati esonerati dal pagamento della mensa dietro istruttoria delle assistenti sociali e autorizzazione del servizio sociale. Da settembre, il Comune cessa di assistere i bambini poveri e li scarica, col nuovo sistema tariffario, sulle famiglie paganti".

 

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"In questi ultimi anni di crisi dell'economia e del lavoro - sottolinea Ancisi - le famiglie povere sono di molto aumentate. Lo dimostra anche il calo del numero dei bambini che possono permettersi la mensa scolastica, da 10.642 a 9.305 in due anni. Il famigerato Consorzio assisteva un numero irrisorio di bambini poveri, meno di uno su 238, a dimostrazione che già allora l'assistenza del Comune di Ravenna ai bisognosi era gravemente carente. Ma la luminosa nuova ASP ha fatto calare d'ufficio i poveri a uno su 434 il primo anno e a uno su 625 nell'anno in corso, quasi di tre volte rispetto al già miserrimo numero di bambini esonerati dal Consorzio. Una vergogna sociale. Da settembre, i bambini poveri da esonerare diventano 652, cioè il 435 per cento in più. Tanto non paga più il servizio sociale del Comune, come dovrebbe, ma le famiglie paganti, che dovrebbero pagare per se stesse. Si capisce dunque perché, non contenta di diversificare, a seconda del reddito ISEE familiare, la tariffa di un pasto da 2,80 a 6,80 euro, che al Comune è fatturato dalla Camst a 4,72 euro, l'amministrazione Matteucci pretende, attraverso fatture mensili da 45 a 134 euro, di far pagare le famiglie anche se il bambino è assente o se la scuola fa vacanza. Si tenga presente che la media giornaliere delle assenze è di un bambino su tre, come dimostra una dichiarazione recente dell'assessore all'istruzione Stamboulis: "il servizio riguarda 9.500 famiglie e fornisce 6.600 pasti al giorno". Lo slogan con cui l'assessore all'Istruzione bombarda le famiglie: paghino di più i ricchi e di meno i poveri, tutti i bambini hanno diritto alla mensa scolastica, rileva così la profonda mistificazione: all'aumento stratosferico dei poveri dal 31 agosto al 1° settembre 2011, il Comune vuol fronte mettendo a carico delle famiglie paganti anche i pasti da loro non consumati e che il Comune non paga alla CAMST. Se poi aggiungiamo che spesso di tratta di famiglie presunte ricche, che in realtà arrivano alla fine del mese senza scialare, e di famiglie presunte povere, che spesso hanno il reddito ISEE minimo perché lavorano in nero e non pagano nemmeno le tasse (si può scommettere che in proporzione saranno di più le famiglie immigrate, in una sorta di razzismo a rovescio), si ha la misura dell'inganno con cui si cerca di far passare per più giusto un sistema che più ingiusto non c'è. Alle storture più macroscopiche di questo sistema, la petizione di Lista per Ravenna, che spopola nelle scuole (anzi, davanti alle scuole), vuole che si ponga sacrosanto rimedio".

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