Ravenna, Ancisi (Lpr): "Rifiutopoli scoperta in ritardo"

Ravenna, Ancisi (Lpr): "Rifiutopoli scoperta in ritardo"

Ancora una volta ignorando che la legge assegna ogni competenza sui "piani territoriali" (testo unico degli enti locali, art. 42, comma 2, lettera b) al consiglio comunale, e non al sindaco, che ne è l'organo esecutivo, alla vigilia dell'approvazione del nuovo piano provinciale dei rifiuti, tutti i problemi di "rifiutopoli", qual è  Ravenna, vengono discussi tra pochi gerarchi di partito, nelle segrete stanze dello strapotere locale, affiorando sulla stampa solo per lavarsi la coscienza da taluni rifiuti sporchi. Nel caso particolare, si tratta dei rifiuti urbani del lughese, che Matteucci dichiara a raffica di non volere più ricevere nella discarica di Ravenna. Il film è lo stesso horror del precedente "Piano d'ambito per la gestione dei rifiuti nella provincia di Ravenna", approvato definitivamente dall'Agenzia ATO il 16 dicembre 2005 senza che se ne sia nemmeno parlato in alcuna assemblea elettiva dei Comuni.


Non è solo un problema di salvaguardia delle fondamenta di un regime democratico, ma di sostanza, perché discutere con l'opposizione che sa quel dice produce maggiore qualità e risparmia errori, a volte sanguinosi.


Bisogna allora ricordare che sul Piano rifiuti 2005-2009 il sottoscritto condusse, con Lista per Ravenna, un'aspra battaglia civica soprattutto contro due scelte mortali:

1.    quella di costruire un nuovo inceneritore/termovalorizzatore da oltre 90 mila tonnellate l'anno a Ravenna, accanto a quello esistente di Hera da 51 mila: battaglia vinta negli anni successivi per la sollevazione popolare da noi sostenuta;

2.    e, appunto, la decisione di limitare la discarica dei rifiuti urbani di Voltana a una "leggera sopraelevazione", esaurita la quale entro il 2006, "il fabbisogno di discarica del subambito lughese sarà soddisfatto con i volumi esistenti presso la discarica di Ravenna". Ciò significava portare ad esaurimento, nel giro di due anni, il quarto settore da 400 mila metri cubi dell'impianto ravennate, essendosi esaurito il terzo nel 2005, destinando il comparto, come scrissi testualmente il 13 novembre 2004, "ad essere ampliato oltre misura in una zona confinante con aree di pregio ambientale (il parco Nord e Punta Alberete), non esitando neppure a sacrificare la qualità ambientale del territorio ravennate".

Dov'era Matteucci quando, inesorabilmente, dal 2007, la spazzatura del comprensorio lughese è stata conferita a Ravenna, al ritmo di oltre 30 mila l'annocompresa peraltro la parte della raccolta differenziata meno secca che non viene recuperata o bruciataScopre solo ora che la legge dello Stato e le direttive della Regione impongono da sempre che i rifiuti urbani siano smaltiti in ogni comprensorio per "contenere i rischi ambientali connessi alla movimentazione e al trasporto dei rifiuti"? Lista per Ravenna lo cantava ad alta voce già nel 2004-2005, prima che si mettesse il comprensorio lughese a carico di quello ravennate.


Considerando che il comprensorio ravennate manda in discarica 175 mila tonnellate di spazzatura l'anno, è evidente che, esaurito, col contributo di Lugo, anche il quarto settore, si sta andando velocemente ad esaurire anche gli ultimi successivi, dopo di che non si potrà definitivamente andare oltre, e Ravenna si troverà di fronte l'enorme epocale problema di andarsi a cercarun impossibile nuovo sito di rifiutopoli. Sul territorio del comune capoluogo non ce n'è più (si parlò, prima di andare sulla Romea Nord, di un'area a sud di Ravenna sul Dismano, abbandonando questa scelta a seguito della rivolta popolare) e non sarà facile che ne sia messa a disposizione una dagli altri comuni del comprensorio ravennate, Cervia e Russi.

La spiegazione della sortita di Matteucci, dopo che la Provincia ci stava arrivando da sola a correggersi, si spiega con la solita smania di farsi pubblicità a buon mercato. A Ravenna si vota la primavera dell'anno prossimo. A Lugo si voterà tra quattro anni.

C'è però altro, di più importante, che Matteucci dovrebbe dire ai suoi amministrati: può assicurarci che non si ricomincia a parlare di un nuovo inceneritore/termovalorizzatore a Ravenna? Del resto, non potrebbe candidarla anche a capitale europea degli inceneritori, perché, coi quattro esistenti, lo è già, essendo anche capitale dell'aria inquinata.

 

Alvaro Ancisi

capogruppo Lista per Ravenna

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