Ravenna: Appalto del 'Palazzetto Ambiente', il pm chiede 3 milioni di risarcimento

Ravenna: Appalto del 'Palazzetto Ambiente', il pm chiede 3 milioni di risarcimento

Ravenna: Appalto del 'Palazzetto Ambiente', il pm chiede 3 milioni di risarcimento

RAVENNA - La vicenda e' vecchia (risale a piu' di una ventina di anni fa) e probabilmente e' gia' stata dimenticata da molti cittadini in quel di Ravenna; ma non dalla Procura della Corte dei Conti che per la storia del cosiddetto 'Palazzetto Ambiente', un edificio destinato ad ospitare un presidio

multifunzione la cui costruzione fu commissionata nel '97 dall'Ausl, ha portato in giudizio gli allora dirigenti Ausl (quello amministrativo, perche' quello generale e' morto) e quattro ingegneri. Il pm contabile ha chiesto 3 milioni di euro di risarcimento.

 

Secondo la Procura contabile (pm Paolo Novelli), sono responsabili di aver causato un danno erariale all'Ausl e ora dovranno risarcirla per centinaia di migliaia di euro. L'udienza di discussione del 'processo' si e' tenuta il 24 marzo: il pm, in conclusione, ha chiesto ai giudici della Sezione giurisdizionale la condanna per tutti i cinque convenuti per colpa grave (per negligenza e imperizia), chiedendo che risarciscano il danno che hanno provocato, per quasi tre milioni di euro.

 

La tesi dell'accusa e' questa: i lavori per il 'Palazzo Ambiente' (progettato a inizio anni '90) vennero affidati nel '97 a fronte di un progetto "carente e incompleto", in cui mancavano tante (troppe) indicazioni. Tant'e' vero che pochi mesi dopo fu necessario sospendere i lavori e predisporre una variante, con tutti i costi che questo comporta. Il vero problema, pero', sta nel cambio di ditta, che avvenne poco dopo: la prima affidataria del progetto venne mandata via, la Sie, rifacendo la gara d'appalto

(fu indetta nel '99). La rescissione del contratto da parte dell'Ausl si rivelo' pero', illegittima:

questo costrinse l'azienda sanitaria a risarcire a caro prezzo la Sie (tutto fu pattuito con un lodo), nonche' a sostenere le spese per il rinnovo dell'appalto.

 

In base a tutti questi conti, il pm Novelli chiede ora ai tre ingegneri che furono responsabili

dell'Area gestionale attivita' tecniche dell'Ausl dai tempi del bando di gara fino all'affidamento dei lavori, all'architetto che fu direttore dei lavori e all'ex direttore amministrativo dell'Ausl, Ivanna Villa (l'ex direttore generale Alessandro Martignani e' morto) di risarcire il danno, costituito dalle spese inutili e aggiuntive che l'Ausl fu costretta a sostenere. Il conto è salatissimo, ma la maggior parte (2,1 milioni) sarebbe ricaduta sull'ex dg Martignani. Fu infatti Martignani, in quanto direttore generale, a sottoscrivere la rescissione del contratto con la Sie. Essendo venuto a mancare, la parte di denaro che avrebbe dovuto pagare lui non viene chiesta a nessuno.

 

Le difese, durante la fase istruttoria e anche nell'udienza del 24 marzo, hanno obiettato che la decisione dell'Ausl di rescindere il contratto con la ditta Sie fu presa dopo che venne scoperto un subappalto non autorizzato. Secondo Novelli, pero', questa questione venne utilizzata dall'Ausl "in modo forzato e pretestuoso" per rescindere il contratto.

 

Dall'Ausl, intanto, non si dicono preoccupati. "Nessuno lavora piu' qui". Lo fa sapere l'Ausl di Ravenna in relazione alla richiesta della Procura della Corte dei Conti di condannare a risarcire tre milioni di euro all'azienda per la vicenda del Palazzetto ambiente. E comunque, dice il direttore generale attuale, Tiziano Carradori, l'azienda sanitaria "non ha dato atto ad alcun tipo di procedura sulla vicenda, in virtu' del fatto che queste persone non sono nostri dipendenti". (Dire)

 

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