Ravenna: "Apprendimento permanente", la Cgil raccoglie le firme per una legge popolare

Ravenna: "Apprendimento permanente", la Cgil raccoglie le firme per una legge popolare

La Cgil si fa promotrice di una legge di iniziativa popolare per il diritto all'apprendimento permanente. Sul territorio nazionale si stanno raccogliendo le firme per presentare una legge che garantisca il diritto di apprendere per tutto il corso della vita a tutte le persone che vivono o soggiornano in Italia. L'iniziativa è promossa dalla Cgil insieme con le categorie della Flc (Federazione dei lavoratori della conoscenza) e dello Spi (Sindacato pensionati italiani) e con l'associazione di volontariato Auser.

 

Nelle Camere del lavoro della provincia di Ravenna è possibile aderire all'iniziativa. La legge di iniziativa popolare potrà essere presentata se si raccoglieranno almeno 50.000 firme a livello nazionale. L'obiettivo della Cgil è raggiungere, entro metà dicembre, complessivamente le 100.000 firme.

"In tutte le Camere del lavoro del nostro territorio - spiega Cinzia Folli, delle segreteria provinciale della Cgil - stiamo raccogliendo le firme per poter proporre in Parlamento una legge che garantisca il diritto alla formazione extrascolastica. Si tratta di un diritto che deve essere accessibile a tutti. Intendiamo portare una forte sensibilizzazione su questo tema. Per questo abbiamo contattato i rappresentanti delle istituzioni locali e ci fa molto piacere che il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, sia stato tra i primi cittadini a dare la propria adesione a questa iniziativa".

L'apprendimento permanente è un obiettivo prioritario per sostenere lo sviluppo economico e civile del Paese. Attraverso questa iniziativa popolare si intendono introdurre interventi di sostegno economico per i lavoratori (per i quali potrebbero esserci permessi e congedi) e pensionati che intendano partecipare a corsi di apprendimento. In particolare la proposta di legge prevede: l'accesso gratuito alla formazione per le persone con minori possibilità economiche, agevolazioni fiscali e contributive per gli investimenti in apprendimento di persone, imprese e terzo settore, per ogni lavoratore si chiederà il diritto ad almeno un anno di congedo formativo non retribuito e ad almeno trenta ore annue di permesso retribuito. La proposta di legge prevede anche interventi pubblici nei settori dell'edilizia e delle infrastrutture tecnologiche a carattere educativo.

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -