RAVENNA - Approvata l’adesione a Lepida, la società regionale per l’estensione della rete a banda larga.

RAVENNA - Approvata l’adesione a Lepida, la società regionale per l’estensione della rete a banda larga.

Ravenna – È stata approvata al seconda fase di costruzione promossa dalla Regione per l'estensione della banda larga attraverso la società Lepida. Lo ha deliberato il Consiglio comunale nell’ultima seduta su proposta dell’assessore alla “città digitale” Ilario Farabegoli. La realizzazione della rete cittadina comporterà una spesa di 639.450 euro di cui 139.067 euro a carico del Comune e il resto da parte della Provincia e della Regione.


"La nostra - dichiara l'assessore - è tra le città in regione che più hanno creduto nel ruolo trategico della larga banda per il miglioramento dei servizi pubblici. Con questa delibera si potranno includere nella rete anche il Servizio Turismo di via Salara, la Prima e Terza circoscrizione (la Seconda è già in rete), l'Istituto Musicale G. Verdi e 5 scuole medie: Damiano - Novello, Ricci - Muratori, Don Minzoni, Montanari, Cicognani. I lavori verranno affidati direttamente dalla Regione. Le fibre ottiche che costituiscono la rete Lepida, per il momento, restano di proprietà della Regione Emilia-Romagna e delle altre Pubbliche amministrazioni locali: in particolare, la Regione è proprietaria delle fibre ottiche che costituiscono le dorsali geografiche della rete e delle tratte che da queste raggiungono i Comuni. Province e Comuni resteranno proprietari delle maglie urbane necessarie al collegamento degli uffici distribuiti nelle città. La proprietà delle reti, con una contropartita in azioni, passerà poi alla nuova società pubblica Lepida spa che le gestirà e promuovendo inoltre la cooperazione applicativa tra gli enti, il risparmio dei costi telefonici e nuovi servizi di e-Government rivolti ai cittadini".


Al dibattito sono intervenuti altri esponenti della giunta tra i quali Alvaro Ancisi, di Lista per Ravenna, che si è dichiarato "fortemente critico sul fatto che siano Hera e Romagna Acque a gestire la rete di fatto in regime di monopolio violando le regole del libero mercato e della concorrenza".


Per Riccardo Pasini dell’Ulivo “Si tratta di un progetto importante perché consente a tutti gli uffici pubblici di essere cablati. Una condizione questa che concorre a rendere la Regione Emilia Romagna prima in Italia sul piano della connessione telematica della Pubblica amministrazione. Per questi motivi ritengo che la delibera vada approvata”.


Sergio Covato dei An pur dichiarando di non aver “nulla da eccepire per quanto concerne il cablaggio degli uffici pubblici in sé”, ha nel contempo messo in risalto come larga parte del territorio comunale, in particolare quello delle frazioni, sia tuttora privo per i privati cittadini dei collegamenti veloci, dell'adsl. Tornando nel merito della delibera ha quindi successivamente messo in risalto “l'anomalia costituita dalla presenza in questa operazione di due società quali Hera e Romagna Acque, le quali beneficiando di cospicui finanziamenti pubblici e della consegna delle reti ed infrastrutture pubbliche, si sono ritrovate inserite sul mercato telematico come al solito senza confrontarsi con nessuno, imposizione di comodo monopolio”. “Ma vi è di più - ha sottolineato Covato con atteggiamento critico - Hera e Romagna Acque dopo avere ricevuto in dote da Regione e Comuni compreso Ravenna le reti e i finanziamenti inizialmente previsti per la realizzazione del progetto Lepida che metterà in collegamento gli Uffici pubblici, potranno successivamente allargare la loro azione anche ai privati e con servizi a pagamento. Siamo alle solite- ha commentato- queste società prima ricevono dal pubblico finanziamenti e strutture che consentono loro di partire avvantaggiate rispetto a chi, da solo, vorrebbe entrare nel mercato e poi, in situazione di monopolio offrono servizi a pagamento. Queste società grazie a finanziamenti pubblici sono entrate nel mercato senza confrontarsi con altre sul piano della concorrenza. Potranno così, in futuro estendere i servizi ai privati a pagamento traendone utili. Questa non è una prassi corretta ma appartiene alle storture del sistema”.


Pietro Martini di Forza Italia citando una sua interpellanza ha ricordato l’operazione fallimentare di Socrate per l’installazione, poi fallita, della fibra ottica da parte di Telecom i cui lavori “avevano devastato la città”. Ha quindi chiesto chiarimenti sulle modalità tecniche con cui verrà realizzata la nuova rete.


Paolo Gambi del Pri si è dichiarato favorevole al provvedimento. Tuttavia ha definito “elemento di criticità la creazione di una nuova società prevista dalla convenzione regionale affermando di “non apprezzare il proliferare di società. Sul punto occorrerò tornare in consiglio comunale per una discussione specifica”.

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Ivano Artioli dell’Ulivo ha messo in risalto il fatto che l’estensione della rete non riguarda solo gli enti pubblici ma anche altre sedi importanti della città come l’Università, l’ospedale e i musei. “Era opportuno farlo – ha dichiarato – per offrire un servizio completo alla città”.

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