Ravenna, approvato a Bruxelles il rapporto sui rom di Alvaro Ancisi

Ravenna, approvato a Bruxelles il rapporto sui rom di Alvaro Ancisi

Ravenna, approvato a Bruxelles il rapporto sui rom di Alvaro Ancisi

RAVENNA - Lunedì 11 ottobre, a Bruxelles, la commissione Economica Sociale (ECOS) del Comitato delle Regioni, organo dell'Unione Europea rappresentativo delle regioni e delle città europee, ha approvato all'unanimità il rapporto di Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Ravenna e vice-presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), sull'integrazione sociale ed economica dei Rom in Europa.

 

Un caloroso applauso dei membri dell'ECOS ha salutato l'esito dei lavori, a conclusione delle votazioni, avvenute anch'esse all'unanimità, sulle proposte di accoglimento o di compromesso, formulate da Ancisi, sui 17 emendamenti presentati da esponenti dei vari gruppi politici e di diverse nazionalità al testo da lui elaborato. Si presenta così in discesa il percorso finale del rapporto, che sarà definitivamente licenziato durante l'assemblea plenaria del Comitato delle Regioni, convocato per il 1° e 2 dicembre prossimi.

 

Le regioni, i comuni e le province di Europa, principali attori "sul campo" nelle azioni di integrazione dei Rom nelle comunità territoriali d'Europa, sono dunque riuscite a proporre una loro posizione organica unitaria, peraltro approfondita e complessa, certamente non evasiva, su un tema che, dopo le espulsioni massicce di Rom dalla Francia nell'estate scorsa, aveva profondamente diviso il Parlamento europeo e gli stessi capi di Stato e di governo dell'Unione all'interno del Consiglio d'Europa.

 

Il rapporto Ancisi, articolato su quattro capitoli e 28 paragrafi, parte dalla considerazione che "persistono in Europa diffuse forme di discriminazione ed emarginazione dei Rom, che soffrono condizioni sanitarie, sociali ed economiche peggiori delle altre minoranze etniche, minori tassi di scolarizzazione e maggiori tassi di disoccupazione, con pesanti conseguenze negative in termini di costi diretti ed indiretti per i paesi dell'Unione. Ne attribuisce la causa non solo alla persistenza di pregiudizi e stereotipi, ma a responsabilità dei governi nazionali che definiscono il contesto normativo di riferimento, alla non chiara attribuzione delle competenze dei diversi livelli di governo nella lotta all'esclusione sociale, all'insufficiente cooperazione tra i governi centrali e territoriali. Le esperienze più efficaci di inclusione sociale dei Rom si fondano soprattutto su progetti degli enti locali. Ma questi non devono essere lasciati soli ad affrontare tali politiche, in conseguenza anche delle forme di mobilità delle comunità Rom incentivate dall'ingresso dei rispettivi paesi d'origine nell'Unione Europea, che attribuisce loro il diritto di libera circolazione nei paesi membri. Al riguardo, sono necessarie politiche regionali integrate territorialmente e forme di cooperazione coi paesi di provenienza, nel quadro di una mobilità europea ben funzionante e di politiche antidiscriminatorie europee e nazionali".

 

Il rapporto focalizza, avanzando indicazioni e proposte, le tematiche che, in quanto parte integrante della lotta alla povertà e contro l'esclusione sociale, sono cruciali per promuovere l'inclusione dei Rom: l'educazione dei bambini, l'accesso all'istruzione dei giovani, l'integrazione nel mercato del lavoro, il miglioramento delle condizioni di salute, l'abitazione. Per l'attivazione di tali politiche, invita gli enti regionali e locali ad utilizzare i fondi strutturali europei, in particolare quello sociale, quello per lo sviluppo regionale e quello per lo sviluppo rurale, che tuttavia richiedono di essere potenziati dall'Unione. Si sofferma particolarmente sull'individuazione di forme abitative non segreganti e discriminatorie, che portino ad un superamento dei campi abusivi, causa anche di disagi per le condizioni di salute e per le opportunità di accesso all'istruzione e e all'occupazione, evidenziando come, in proposito, il Parlamento europeo abbia recentemente introdotto misure specifiche per le comunità Rom, finanziate dal fondo per lo sviluppo regionale.

 

Il rapporto Ancisi non tace sui comportamenti devianti o illegali che alimentano nella popolazione una percezione di insicurezza e di rischio, creando allarme sociale. Occorre promuovere anche nelle comunità Rom la cultura della legalità, che passa innanzitutto attraverso processi educativi e di apprendimento, senza escludere le necessarie azioni di prevenzione e di repressione.

Infine, il rapporto impegna il Comitato delle Regioni ed invita gli enti regionali e locali, a conclusione dell'anno 2010 dedicato dall'Europa alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, ad esporre nelle proprie sedi, il 27 gennaio prossimo, giornata internazionale delle commemorazione delle vittime dell'olocausto, la bandiera dei Rom, in memoria del Parajmos, genocidio di questa popolazione.

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