Ravenna, approvato il progetto per la conservazione dell'Alta Valle del Sintria

Ravenna, approvato il progetto per la conservazione dell'Alta Valle del Sintria

RAVENNA - La giunta provinciale ha approvato il progetto per la conservazione del sito d'importanza comunitaria (SIC) Alta Valle del torrente Sintria.

 

L'Unione europea ha istituito la "Rete Natura 2000", sistema europeo di aree tutelate per la conservazione della biodiversità del vecchio continente. Le aree si dividono in Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la salvaguardia degli uccelli, e Siti di Importanza Comunitaria (SIC) per la tutela di habitat, piante e animali, ad eccezione degli uccelli.

 

In provincia di Ravenna sono istituite 20 aree (Punte Alberete, Valle Mandriole; Bardello; Pineta di San Vitale, Bassa del Pirottolo; Pialasse Baiona, Risega e Pontazzo; Pineta di Casalborsetti, Pineta Staggioni, Duna di Porto Corsini; Pialassa dei Piomboni, Pineta di Punta Marina; Salina di Cervia; Pineta di Cervia; Ortazzo, Ortazzino, Foce del Torrente Bevano; Pineta di Classe; Vena del Gesso Romagnola; Alta Valle del Torrente Sintria; Alto Senio; Bacini di Conselice; Bacini ex-zuccherificio di Mezzano; Biotopi di Alfonsine e Fiume Reno; Bacini di Russi e Fiume Lamone; Bacini di Massa Lombarda; Podere Pantaleone; Calanchi pliocenici dell'Appennino Faentino).

 

Altre quattro zone sono condivise con la provincia di Ferrara (Valli di Argenta; Valli di Comacchio; Vene di Bellocchio, Sacca di Bellocchio, Foce del Fiume Reno, Pineta di Bellocchio; Valle del Mezzano) e una con la provincia di Forlì-Cesena (Pietramora, Ceparano, Rio Cozzi).

 

La Regione Emilia-Romagna ha individuato come Enti gestori i Consorzi di Gestione dei Parchi, laddove i siti ricadono entro parchi regionali, e le Province, per tutti i siti esterni ai parchi. La Provincia è ente gestore di 9 siti: Alta Valle del Torrente Sintria; Alto Senio; Bacini di Conselice; Bacini ex-zuccherificio di Mezzano; Biotopi di Alfonsine e Fiume Reno; Bacini di Russi e Fiume Lamone; Bacini di Massa Lombarda; Podere Pantaleone; Calanchi pliocenici dell'Appennino Faentino. Per tali siti è obbligatorio che la Provincia stabilisca specifiche "misure di conservazione" e che, all'occorrenza, approvi appropriati piani di gestione specifici, comprendenti misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali e specie presenti nei siti.

 

Le "misure di conservazione" sono finalizzate a evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi delle direttive europee. I "piani di gestione" prevedono, invece, le attività da svolgere e gli interventi da attuare per gestire correttamente i siti e conservare attivamente gli habitat e le specie.

Le misure di conservazione e i piani di gestione che pongono vincoli territoriali sono approvate come gli strumenti di pianificazione territoriale, con procedure che prevedono una forte condivisione e partecipazione pubblica; le misure e i piani che non comportano vincoli così forti, sono assunte con atto deliberativo della Provincia e trasmesse alla Giunta regionale che può proporre modifiche e integrazioni. Le misure di conservazione adottate possono prevedere le tipologie degli interventi che non presentano incidenze significative sul sito, per i quali, quindi, non è dovuta la procedura autorizzativa prevista dall'Unione Europea per i siti della Rete Natura 2000, definita Valutazione di Incidenza: ciò comporta una sensibile semplificazione delle procedure amministrative e della burocrazia.

 

La Regione ha approvato, nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013l la misura 323, sottomisura 2 "Realizzazione delle misure specifiche di conservazione e dei Piani di gestione dei Siti Natura 2000", che prevede finanziamenti al 100% (IVA esclusa) per gli Enti gestori dei siti della Rete Natura 2000, per la predisposizione delle misure di conservazione e dei piani di gestione.

Il finanziamento è accessibile mediante la procedura del bando, riservato agli Enti gestori dei siti.

Pertanto, la Provincia ha predisposto ben sedici progetti per partecipare al bando, al fine di predisporre, in caso di esito positivo, le misure di conservazione e i piani di gestione per tutti i siti di cui è responsabile. Gli importi, per cui la Provincia concorre, sono pari a 30mila euro per le misure di conservazione e altrettanti per i piani di gestione. Il progetto per la predisposizione delle misure specifiche di conservazione ha un costo di 7.500 euro

Il Sito d'Importanza Comunitaria (SIC) Alta Valle del Torrente Sintria si estende su oltre 1.700, interamente di proprietà pubblica, nel medio Appennino, tra i 400 e i 750 metri di quota, tra le vallate del fiume Lamone e del torrente Sintria. E' costituito da una zona sub-montana quasi interamente coperta di boschi di latifoglie, per lo più cedui dominati da roverella, orniello e carpino nero, con rimboschimenti di conifere, noccioleti e castagneti, aree a vegetazione arbustiva di ricolonizzazione di ex-coltivi, prati da sfalcio e rupi marnoso-arenacee, torrenti appenninici particolarmente ben conservati.

Tra le specie rare di piante è presente l'eliantemo appenninico. Tra la fauna vertebrata spiccano le presenze del lupo, del falco pecchiaiolo, dell'albanella minore e dell'endemico ululone dal ventre giallo appenninico. Gli invertebrati comprendono quattro specie protette dall'Unione Europea: Callimorpha quadripunctaria, Lucanus cervus, Cerambix cerdo, Austropotamobius pallipes.

 

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