Ravenna, aprono undici sedi dello Sportello Sociale

Ravenna, aprono undici sedi dello Sportello Sociale

Ravenna, aprono undici sedi dello Sportello Sociale

RAVENNA - Con una deliberazione assunta nella seduta del 16 novembre, su proposta dell'Assessore ai Servizi Sociali Pericle Stoppa, la Giunta comunale ha approvato il progetto per la realizzazione dello Sportello Sociale nel Comune di Ravenna. Lo Sportello Sociale, frutto di un progetto triennale, rappresenta il punto unico di accesso al sistema dei servizi sociali e socio sanitari, evitando al cittadino inutili peregrinazioni da un ufficio all'altro in cerca della risposta più appropriata.

 

A Ravenna lo sportello sociale è organizzato attraverso 11 punti dislocati su tutto il territorio comunale:  nelle tre circoscrizioni di città, e nel forese a Piangipane, Mezzano, S. Alberto, Marina di Ravenna, Lido Adriano, San Pietro in Vincoli, Roncalceci e Castiglione di Ravenna e,  dopo la fase di sperimentazione, sarà a regime nei primi  mesi del 2011.

 

Lo Sportello Sociale svolge funzione di informazione, orientamento, presa in carico negli ambiti sociale e socio sanitario ed è aperto a tutti i cittadini che debbano far fronte ad una necessità: al primo accesso, l'operatore raccoglie il bisogno espresso, fornisce le prime risposte in termini di informazioni e di orientamento, e, in caso di approfondimento, indirizza il cittadino all'assistente sociale incaricato per gli approfondimenti necessari e per l'avvio della presa in carico, fissando già un primo appuntamento.

 

"La piena realizzazione dello Sportello Sociale" - afferma l'Assessore ai Servizi sociali Pericle Stoppa - " consentirà di individuare, sul nostro territorio, un reale punto unico di accesso ai servizi sociali e sanitari, a prescindere dal target che esprime un bisogno (anziani, disabili, adulti, minori) e di omogeneizzare, per tutti,  le procedure per il rilascio delle informazioni e per la presa in carico. Inoltre, l'innovatività del progetto sta, a mio avviso,  nel proporre una nuova filosofia nell'approccio alle problematiche presenti nella comunità locale: la raccolta del bisogno non viene più gestita in funzione dell'offerta dei servizi, ma è l'offerta dei servizi che deve essere rimodulata e programmata in funzione dei bisogni espressi".

Molteplici, infatti, sono i soggetti sul territorio che "gestiscono" i servizi sociali e socio sanitari: principalmente Comuni, Asp, Az. Usl: l'obiettivo principale dello Sportello Sociale è quello di creare una rete integrata fra tutti i soggetti erogatori di servizi,  raccogliendo in unico database tutte le informazioni e le procedure che possono interessare i cittadini ed individuare  un unico punto di accesso ai servizi attraverso il quale il cittadino possa esprimere un bisogno - anche trasversale - e trovarne  risposta.

 

Il raggiungimento di questo fine, necessariamente deve passare attraverso l'integrazione di tutti i punti informativi e di accesso attualmente esistenti, superando la parcellizzazione e la proliferazione di sedi informative e giungendo progressivamente alla messa in rete non solo di tutti i soggetti del pubblico ma anche dell'associazionismo, del terzo settore, le cui attività siano riconducibili all'ambito sociale e socio sanitario.

 

Un software gestionale specifico permette all'operatore di reperire, già in fase di accesso, un set informazioni sul cittadino (compilazione cartella anagrafica) e di redigere una prima scheda di accesso e rilevazione del bisogno in modo tale che, al momento dell'approfondimento, l'assistente sociale sia già a conoscenza delle problematiche evidenziate alle quali fare fronte.

Il progetto prevede un importante lavoro di riorganizzazione ed  omogeneizzazione delle procedure e degli strumenti impiegati, con particolare riferimento al software gestionale che dovrà essere utilizzato, al fine di  che permettere l'accesso ai dati e l'interscambio di informazioni da parte di tutti gli operatori coinvolti, l'eliminazione progressiva di tutte le attività "cartacee", l'interconnessione fra le diverse banche dati, l'individuazione di un processo unico di accesso ai servizi sociali territoriali, la riduzione di inutili frammentazioni, l'omogeneizzazione delle procedure di accesso e presa in carico e degli strumenti utilizzati.

 

In sintesi, la "mission"  dello sportello sociale è quella di assicurare a tutti i cittadini:

il diritto all'accesso alla rete dei servizi e delle prestazioni sociali e socio sanitarie

il diritto all'informazione ed alla presa in carico

il diritto ad un piano assistenziale personalizzato ed appropriato

L'assetto dello Sportello Sociale prevede che i Comuni siano titolari della funzione di accesso ai servizi: spetta loro garantire ai cittadini l'accesso ai servizi ed alle prestazioni, l'omogeneità di trattamento,  il monitoraggio dell'accesso ai servizi.

Attraverso le informazioni e la reportistica forniti dallo Sportello Sociale, i Comuni saranno in grado di monitorare l'andamento del "benessere" della comunità, inteso come andamento del "bisogno sociale e socio sanitario", indispensabile  per orientare le politiche, programmare i servizi, allineare

l'offerta ai reali bisogni dei cittadini

Il Comune di Ravenna gestirà lo sportello sociale attraverso gli operatori dell'ASP, ferma restando la propria funzione di titolarità e committenza, cui vanno ricondotti la direzione, la responsabilità, il coordinamento e l'organizzazione dello Sportello.

L'ufficio di Piano distrettuale ne promuove e ne sostiene lo sviluppo sui tre territori di Ravenna, Cervia e Russi, garantendo l'omogeneità di prassi e monitorando il progetto in tutti i suoi aspetti.

L'ASP di Ravenna Cervia e Russi fornisce il personale sociale necessario al funzionamento dello Sportello sociale, nel rispetto delle linee strategiche e di indirizzo fornite dal Comune.

L'Az. Usl, coinvolta in prima persona nell'accesso ai servizi socio sanitari, sarà gradualmente integrata al sistema con il pieno utilizzo del sistema informativo attualmente in uso.

A ciò si aggiunge il forte ruolo dei molteplici attori sociali pubblici, dell'associazionismo e  del terzo settore, le cui attività afferiscono agli ambiti sociale e sanitario, che si integrano al sistema sia come nodi di informazione che come luoghi di offerta.

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