Ravenna: artigianato, approvata la nuova legge quadro regionale

Ravenna: artigianato, approvata la nuova legge quadro regionale

RAVENNA - La Regione Emilia Romagna, ha approvato ieri la nuova legge-quadro "Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell'artigianato". E, proprio ieri sera, è stato questo uno dei principali temi in discussione durante l'assemblea provinciale della CNA di Ravenna, presente il consigliere regionale Miro Fiammenghi che, con il consigliere Mario Mazzotti, è stato artefice dell'importante riforma.

 

 "Il settore dell'artigianato, che con la riforma costituzionale del 2001 è stato assegnato alla competenza esclusiva delle Regioni - ha commentato il consigliere regionale Fiammenghi - continua a rappresentare un pilastro insostituibile dell'apparato produttivo emiliano-romagnolo, nonostante le gravi difficoltà che l'hanno attraversato a causa della recente crisi. Una crisi che ha ripercussioni negative sulle aziende e sui lavoratori."

 

"Per garantire alle imprese la possibilità di accesso al credito - ha continuato ancora Fiammenghi - nonché per la liquidità a breve e medio termine la Regione è intervenuta nell'ultimo anno promuovendo sia le azioni di sostegno agli investimenti con le misure connesse alla legge 3/99, che l'accesso al credito, attraverso l'apposito accordo promosso con Unioncamere, Consorzi fidi ed Istituti di credito. Tutto questo mentre non si registrano iniziative da parte del Governo.

Per quanto concerne il sostegno agli investimenti e all'innovazione delle imprese, nel corso del 2009 la regione Emilia Romagna ha finanziato 1500 domande, per un investimento complessivo di 260 milioni di euro e un contributo di oltre 20 milioni di euro; si sono poi realizzati, nei primi dieci mesi del 2009, 897 operazioni di liquidità aziendale per un importo complessivamente erogato ad imprese di oltre 66 milioni di euro".

 

"Il difficile momento congiunturale che l'artigianato sta conoscendo - ha affermato Natalino Gigante, direttore della CNA di Ravenna - rende ancora più opportuna la legge di riforma complessiva del settore. Se analizziamo i dati provinciali dell'Albo delle imprese artigiane vediamo, infatti, che dalle 12.144 imprese di dicembre 2008 siamo passati alle 11.964 di dicembre 2009, con un saldo negativo pari a 180 imprese che equivale ad un calo percentuale dell'1,5%".

Uno dei pilastri della Legge sull'artigianato è quello della semplificazione burocratico-amministrativa: che prende spunto da quanto previsto dalla Legge nazionale 2 aprile 2007, n. 40, che all'articolo 9 "Comunicazione unica per la nascita dell'impresa" prevede l'unificazione degli adempimenti previdenziali, fiscali e assistenziali relativi all'esercizio dell'attività produttiva.

L'altro pilastro della nuova normativa è quello di rendere più snelli ed efficaci gli strumenti di governo e di autotutela del settore. Ciò ha comportato il superamento delle Commissioni Provinciali per l'Artigianato (CPA), peraltro onerose per la Regione, e la conseguente ridefinizione delle funzioni e dei compiti della Commissione Regionale per l'Artigianato (CRA).

 

Se la Commissione Regionale dell'Artigianato continua ad esercitare la funzione di rappresentanza del settore, le funzioni amministrative e deliberative vengono assegnate al Servizio regionale competente, che si configura quale "Organo dell'Amministrazione regionale per l'artigianato".

Un altro aspetto qualificante della Legge riguarda gli interventi regionale di sostegno al settore. In particolare, azioni specifiche sono previste a favore dell'artigianato artistico e tradizionale, delle nuove imprese e del processo di ricambio generazionale, per il sostegno agli investimenti e al credito.

 

Da questo punto di vista occorre sottolineare che gli interventi della Regione a sostegno dell'artigianato sono stati nel corso dell'ultimo triennio particolarmente sostenuti: sono state approvate 6.261 operazioni per 925 milioni di euro di investimenti ammessi, che hanno dato luogo a 75 milioni di contributi regionali, già deliberati o da deliberare.

A livello provinciale le operazioni sono state 502 per 87 milioni di euro di investimenti ammessi, che hanno dato luogo a 7 milioni di contributi già deliberati o da deliberare.

Altro tema in discussione durante l'assemblea della Confederazione ravennate è stato il bilancio di previsione della Regione Emilia Romagna.

 

"In questo scenario sicuramente complicato - ha sostenuto Mauro Cassani, presidente provinciale della CNA - riteniamo che la Regione abbia scelto di privilegiare alcuni ambiti di intervento decisivi per facilitare il percorso di uscita dalla crisi, sostenendo da un lato le famiglie e dall'altro il sistema produttivo, investendo tra l'altro maggiori risorse proprie per contrastare gli effetti derivanti dai minori trasferimenti dallo Stato".

 

"Un impianto - ha ribadito ancora Cassani - che si basa su alcuni principi fondamentali: invarianza della pressione fiscale; contenimento delle spese di funzionamento della Regione; equilibrio della spesa del servizio sanitario; salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie con potenziamento degli interventi sullo stato sociale; tutela della qualità del sistema scolastico; misure della competitività del sistema produttivo, con interventi atti a valorizzare il sistema dei Confidi e la green economy".

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