RAVENNA - Aumento rette nelle Case protette, allarme del Cupla

RAVENNA - Aumento rette nelle Case protette, allarme del Cupla

RAVENNA - Preoccupano nel CUPLA, il Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo della provincia di Ravenna, le avvisaglie di eventuali aumenti delle rette nelle Case Protette per uniformarle alla media regionale, una media che si attesta sui 44,82 euro giornalieri contro i 40,75 della retta media nel ravennate.


"Avvisaglie che si spera sfumino e non trovino applicazione concreta - afferma l'organismo - disdicendo l’esortazione che gli stessi Assessorati competenti della Regione Emilia Romagna avevano espresso ai Presidenti delle Conferenze Territoriali Sociali e Sanitarie invitandoli ad astenersi dal mettere in atto decisioni in merito alla contribuzione da parte dei cittadini, evitando così possibili tensioni, difficoltà e disagio negli utenti".


Di fatto, la Regione, “avvalendosi della facoltà reintrodotta dalla nuova legge finanziaria ha deciso di dare impulso all’attuazione dell’art. 51 della legge regionale n. 27/2004 ed allo sviluppo del Fondo Regionale per la non Autosufficienza, destinando a tal scopo significative risorse aggiuntive e proseguendo così nell’azione avviata nel corso del 2006.

Nel particolar caso, l’adeguamento degli oneri a rilievo sanitario potrà essere finalizzato anche al contenimento dell’aumento dei costi ed alla riduzione progressiva della disomogeneità tra le rette attualmente pagate dai cittadini, confermando il ruolo di coordinamento della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria ed il ruolo di governo del Comitato di Distretto e della Direzione di Distretto per il perseguimento degli obiettivi di equità, efficienza e qualità”.

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Ovviamente “disomogeneità” non significa portare le rette sotto la media regionale in media regionale. "Significa sanare situazioni distorte senza “far di tutta l’erba un fascio” - spiega il Cupla - e cioè senza distingui quasi fosse penalizzante avere rette più basse della media e nello stresso tempo allarmare prima ancora di aver chiaro il quadro regionale in materia di risorse".


"La trasformazione delle IPAB in Aziende di Servizio alla Persona, trasformazione che ha avuto già un difficile iter iniziale e che come CUPLA abbiamo condiviso a patto che forme di razionalizzazione portassero a servizi qualitativamente migliori con un contenimento delle rette stesse, non può compiere i primi passi proprio disattendendo le attese principali che sono e rimangono il bisogno e la necessità della persona".

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