Ravenna, bilancio dell'Ausl senza buchi

Ravenna, bilancio dell'Ausl senza buchi

Ravenna, bilancio dell'Ausl senza buchi

RAVENNA - "I nostri bilanci sono redatti seguendo i principi della prudenza e dell'integrita'. Non ci sono sorprese. Se c'e' una cosa che non facciamo, e' nascondere i costi". Lo afferma scandendo parola per parola il direttore dell'Ausl di Ravenna, Tiziano Carradori, che lunedì mattina, assieme alla presidente della conferenza territoriale socio-sanitaria, Emanuela Giangrandi, ha presentato il consuntivo 2009 e la previsione 2010.

 

Nulla a che vedere con la vicina Ausl di Forli', dove nei conti e' spuntato un 'buco' da 60 milioni di euro, o nell'altrettanto vicino Consorzio dei servizi sociali di Ravenna, che al momento della liquidazione ha riservato una 'sorpresa' da 9,5 milioni di euro tra debiti fuori bilancio e prestiti di dubbia esigibilita': nell'azienda sanitaria ravennate, "quando il direttore ha trovato dei problemi, non ce li ha nascosti, ma evidenziati", fa sapere Giangrandi.

 

Il bilancio 2009 dell'Ausl di Ravenna, "si chiude con una perdita di 9,2 milioni di euro, in linea con l'obiettivo regionale- spiega Carradori- una perdita che tecnicamente viene considerata un pareggio di bilancio". Infatti, a questo risultato va applicata la cosiddetta quota di sterilizzazione degli ammortamenti, che per l'Azienda sanitaria ravennate e' di 10,7 milioni di euro (cioe' piu' della stessa perdita). Per quanto riguarda la spesa, Carradori sottolinea che "a Ravenna la crescita e' tra le piu' basse della Regione", e per l'esattezza, del 29% inferiore rispetto alla media dell'Emilia-Romagna.

 

Tra le spese "extra" va segnalata quella per affrontare la mancata pandemia dell'influenza Ah1n1: tra acquisto dei vaccini e impiego del personale, l'Ausl ha speso ben 350 mila euro. A dimostrare la solidita' dei conti dell'Azienda diretta da Carradori, nel bilancio 2009 c'e' anche la voce dei fondi regionali, cioe' di quelle risorse che ogni anno, a chiusura dei bilanci, viale Aldo Moro distribuisce alle varie Ausl per far pareggiare i conti (all'Ausl di Imola, ad esempio, nel 2009 sono stati trasferiti oltre quattro milioni di euro).

 

"Se fino al 2008 eravamo beneficiari di una certa quota di integrazione, nel 2009 abbiamo contribuito noi versando a questo fondo nove milioni di euro", fa sapere il direttore. A partire da quest'anno e fino al 2015, invece, sono stati messi a bilancio una serie di investimenti da realizzare per potenziare il sistema sanitario ravennate. Si parte da un progetto che sta molto a cuore sia a Carradori che a Giangrandi, per il carattere di "radicamento nel territorio": i Nuclei di cure primarie (gia' previsti nel Piano attuativo locale).

 

Si tratta di ambulatori unici che mirano a garantire un'assistenza medica continua, anzitutto ai malati cronici. Nel Comune di Ravenna ne sorgeranno due, di cui uno in via Berlinguer e uno nel

Forese, come annuncia lo stesso sindaco, Fabrizio Matteucci. Ma in cantiere, per tutto il territorio ravennate, ce ne sono ben 17.

 

Sulle inchieste in corso, invece, "non ci sono novita'. Sono in attesa che il giudice si pronunci. Nel merito della questione, come ho gia' detto, sono tranquillo". Per dirla con le parole dell'assessore regionale alla Sanita', Carlo Lusenti, che pochi giorni fa e' intervenuto auspicando la chiusura dell'inchiesta, Carradori "e' ancora sulla graticola".

 

Il gip Giovanni Trere' non ha infatti sciolto la riserva sulla richiesta del Pm, Alessandro Mancini, di

misura cautelare e di sospensione dai pubblici uffici. Oggi, intanto, il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, approfitta dell'occasione per "confermare la mia fiducia al direttore a 720 gradi, cioe' il doppio di 360. Sono molto contento di quello che sta facendo", afferma.

 

Sul 'giallo' delle presunte dimissioni della direttrice generale dell'Ausl di Forli', Licia Petropulacos, prima confermate dal sindaco Roberto Balzani, poi subito smentite dalla Regione (si parlava di un possibile trasferimento della dg in Toscana), Carradori spiega di "averle apprese dai giornali. Non sapevo niente. E come coordinatore dei direttori e' anche giusto che io non sappia niente: la scelta del direttore riguarda solo le parti in causa". Intanto, pero', mentre su di lui continua a pendere la richiesta di sospensione dai pubblici uffici, il Pdl forlivese ha indicato Petropulacos come possibile sostituta di Carradori al vertice dell'Area Vasta romagnola. (Dire)

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