Ravenna, bilancio striminzito. Tagli per 4,6 milioni dallo Stato

Ravenna, bilancio striminzito. Tagli per 4,6 milioni dallo Stato

Ravenna, bilancio striminzito. Tagli per 4,6 milioni dallo Stato

Il Bilancio di Previsione 2011 del Comune di Ravenna deve affrontare nuove e gravi difficoltà dopo quelle già molto rilevanti che hanno caratterizzato i precedenti quattro esercizi dell'attuale mandato: un ulteriore radicale restringimento dei vincoli del Patto di Stabilità, attraverso un impossibile obiettivo di saldo attivo di oltre 10 milioni e un pesantissimo taglio diretto dei trasferimenti che per Ravenna si tradurrà in una riduzione di risorse stimato in oltre 4,6 milioni di euro per il 2011 (che diventeranno circa 8 milioni dal 2012).

 

Tali difficoltà, in primo luogo, sono dovute al fatto che il 2011 è l'anno in cui si incrocia l'attuazione dei provvedimenti di due Leggi Finanziarie: quella approvata nel 2008 con vigenza sul triennio 2009-2010-2011 e quella approvata nell'estate scorsa per gli anni 2011 e 2012. Alle difficoltà, effetto dei provvedimenti del governo nazionale, se ne aggiungono altre, dipendenti da fatti contingenti che discendono da dinamiche finanziarie locali.

 

In particolare, ci si riferisce alla riduzione di risorse in entrata da parte di Ravenna Holding, i cui dividendi non potranno ovviamente più giovarsi nel 2011 delle entrate straordinarie conseguenti al conferimento delle reti gas a Hera. Nel corso del 2010 si sono utilizzate quelle entrate, pari a 4,7 milioni, in parte per finanziare investimenti (2,7 milioni) e in parte per fare fronte a esigenze di spesa corrente anche in funzione anticrisi (2 milioni). E' evidente come la mancanza di queste risorse introduca un elemento di criticità anche rispetto al finanziamento di alcuni settori della nostra spesa ordinaria di parte corrente.

 

Inoltre, dovendo nel corso del 2011 programmare il completamento della copertura del disavanzo del Consorzio per i Servizi Sociali, sarà necessario accantonare a tal fine l'intero avanzo 2010. Non sarà pertanto possibile prevedere, tra le voci in entrata per il 2011, nemmeno quella quota (1 milione di euro) che solitamente veniva inserita in sede previsionale nel bilancio di parte corrente.

 

Tutti questi aspetti negativi (taglio trasferimenti dello Stato, riduzione entrate da dividendi, indisponibilità avanzo) hanno reso particolarmente difficile il raggiungimento di un pareggio di bilancio che, come si vedrà, si fonda principalmente, per la parte corrente, su una drastica manovra di ridimensionamento della spesa, e, per la parte investimenti, su un adeguamento degli interventi alla carenza di risorse e alla necessità di presentare un quadro compatibile con i vincoli del Patto di Stabilità.

 

Come già anticipato, il bilancio 2011 di parte corrente risulta pesantemente segnato dal venire meno rispetto al 2010 di alcune importanti risorse in entrata che assommano a complessivi 7,6 milioni di euro (per riassumere: - 4,6 milioni per il taglio dei trasferimenti dello Stato, - 2 milioni come minore dividendo della Holding, - 1 milione come minore avanzo di amministrazione rispetto alla previsione dell'anno precedente). Per fronteggiare questo enorme gap di partenza, si è dovuto operare principalmente sul versante della riduzione della spesa, anche in considerazione del fatto che il governo delle nostre stesse entrate, come dimostra il blocco della leva tributaria locale, non è pienamente sotto la nostra facoltà.

 

Per questo, un po' paradossalmente, sono più che altro alcune concomitanze favorevoli sul versante delle entrate che possono attenuare l'impatto dei tagli governativi. Nel 2011 queste concomitanze prendono la forma del rimborso Ici prima casa riferito al 2008 che, inserito dal maxi emendamento alla Legge di stabilità (ex-Finanziaria), dovrebbe porre fine alla vexata quaestio dei mancati rimborsi ai Comuni attraverso un conguaglio che per il Comune di Ravenna dovrebbe valere 1,2 milioni di euro. Inoltre, sempre a proposito di maggiori entrate, si segnalano da un lato una previsione di maggiori oneri di urbanizzazione da destinare alla parte corrente per 750.000 euro (dai 4,5 milioni del 2010 ai 5,250 milioni del 2011 su una stima di incasso totale pari a circa 7 milioni), e, dall'altro, pure ad aliquote invariate, un introito più alto di addizionale IRPEF ( + 400.000 euro).

 

Ma, come si diceva, è sul versante della spesa che ci si è trovati nella necessità di realizzare una durissima manovra di contenimento e riduzione, la cui entità non ha precedenti. Basti pensare che le riduzioni della spesa consolidata, ampliate anche dalla necessità di coprire alcune incomprimibili maggiori spese (in particolare quella legata al rimborso di mutui e BOC che aumenta di circa 760.000 euro, a fronte dei mutui per circa 7,4 milioni assunti nel 2010), ammontano a oltre 6 milioni di euro. Ecco allora che le priorità politico-programmatiche di questa Amministrazione hanno orientato verso la salvaguardia sia della spesa sociale (in particolare, il contributo all'Asp si consolida a 10 milioni confermando la previsione iniziale del 2010), sia di quella legata ai servizi educativi (il trasferimento all'Istituzione Istruzione e Infanzia viene anzi incrementato di 200.000 euro, passando dai 6,5 milioni dell'assestato 2010 ai 6,7 milioni previsti per il 2011). Il trasporto pubblico locale vede confermate le poste dello scorso anno, anche per contenere possibili ricadute negative sul servizio derivanti dalla forte riduzione dei trasferimenti regionali derivata dalla manovra estiva.

 

Il piano triennale degli investimenti contempla interventi per oltre 145 milioni di euro, di cui 57,324 milioni di euro relativi al 2011. Il quadro generale del bilancio conferma una condizione assolutamente virtuosa. Tra l'altro, con la previsione 2011, migliora anche il rapporto tra entrate correnti e spese correnti (tit. I), che solo nel 2006 era pari a - 5,795 milioni e che nel 2011 risulta positivo per 278.000 euro.

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