Ravenna, buco consorzio. Il PdL: "Soldi per assistenzialismo alle coop". Pd: "Sciacallaggio"

Ravenna, buco consorzio. Il PdL: "Soldi per assistenzialismo alle coop". Pd: "Sciacallaggio"

Ravenna, buco consorzio. Il PdL: "Soldi per assistenzialismo alle coop". Pd: "Sciacallaggio"

RAVENNA - Che i prestiti sull'onore erogati dal Consorzio dei servizi sociali di Ravenna agli assistiti andassero in buona parte persi, era cosa nota. Lo aveva fatto sapere lo stesso direttore generale, Carlo Savorelli, nella risposta a un'interpellanza del consigliere comunale An-Pdl, Gianluca Palazzetti, nell'ottobre 2009. Al consigliere che chiedeva "se il Consorzio fosse a conoscenza delle eventuali sofferenze nel rimborso dei prestiti", l'ex direttore scriveva: "Riguardo agli anni precedenti vi e' un problema di insoluti dei quali e' stata incaricata al recupero Sorit".

 

E ancora: "In generale, si puo' parlare di una certa regolarita' nei rimborsi all'inizio del periodo, con un progressivo aumentare di insolvenze con il passare delle scadenze, talvolta molto numerose (fino a 60 mensilita')". Cosi', al momento dello scioglimento del Consorzio, il liquidatore, Cesare Focaccia, ha trovato tre milioni e mezzo di "crediti di dubbia esigibilita'", che sommati ai sei milioni di debiti fuori bilancio, creano un buco di nove milioni e mezzo di euro.

 

Soltanto nel 2009, l'Ente di piazza Caduti ha concesso "36 prestiti sull'onore per un importo complessivo pari a 110.500 euro", rendeva noto Savorelli. Secondo Palazzetti, si tratta di "un sistema di potere totalmente supino agli interessi delle cooperative, che ha fatto  dell'assistenzialismo e non dell'assistenza ai piu' disagiati, un facile strumento di consenso". Il consigliere Fi-Pdl Maurizio Bucci fa anche sapere che il sindaco, Fabrizio Matteucci, "non ha voluto queste carte, quando noi riteniamo sia utile consegnarle alla procura.

 

Ma non ci sta a questa versione il Pd: quello che si sta facendo in questi giorni attorno al buco nel bilancio del Consorzio dei servizi sociali di Ravenna e' "sciacallaggio e speculazione politica", dove emerge "veramente poca sensibilita' sociale". Lo afferma il consigliere Riccardo Pasini, che prende la parola come capogruppo Ulivo-Pd in commissione Attivita' produttive, Bilancio e Personale: "Condivido pienamente quanto espresso dal capogruppo Maestri circa la trasparenza e la chiarezza, gia' richieste, volute e garantite dal sindaco, che la commissione speciale debba proporsi nello svolgimento dei propri compiti a porte aperte, alla luce del sole garantendo un processo partecipativo della comunita'".

 

Tuttavia, sottolinea, "e' inconfutabile che il Consorzio a Ravenna ha ben operato affrontando le emergenze e le nuove poverta' con interventi e servizi adeguati". E' altrettanto vero, afferma, "che e' stata posta la massima attenzione e sempre richiesto che i servizi del Consorzio affrontassero e risolvessero tutte le problematiche sociali, pur prendendo atto che i trasferimenti e le possibilita' economiche non sempre erano sufficienti". Allora, conclude, "a mio avviso, il buco da nove milioni diventa non tragico se questi soldi sono stati spesi per quella miriade di richieste avanzate dalla

componente debole della nostra comunita'".

 

Quindi dichiara di mettere "in secondo piano la questione amministrativa (esistono organi giudiziari preposti che sapranno valutare le responsabilita' e condannare i colpevoli), mentre ritengo che in

primis va considerato se i soldi sono stati spesi per offrire servizi e assistenza a chi soffre e che purtroppo continuera' a soffrire".

 

Altro punto di vista è quello di Ancisi: "A Ravenna, la spesa del Comune per l'assistenza sociale, calcolata in media per ogni abitante, e' inferiore del 52,4% rispetto ai cittadini dell'Emilia- omagna".

Lo rende noto il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, riportando alcune tabelle fornite dalla Regione all'assessore comunale ai Servizi sociali, Pericle Stoppa, nel 2008. Ravenna sarebbe l'ultima citta' in Emilia-Romagna per la spesa nei servizi sociali. E questo, a detta di Ancisi, dovrebbe essere "illuminante" sul maxi-buco da nove milioni e mezzo di euro nel bilancio del Consorzio.

 

"Se nei Comuni capoluoghi della Regione la media era di 218,8 euro- spiega Ancisi- a Ravenna

(classificata all'ultimo posto) era di appena 143,6. Bologna, con 293,4 euro, spende oltre il doppio per ogni abitante, e quasi altrettanto Modena con 275,7 o Parma con 263,3 euro".  E non solo. Il capogruppo di Lista per Ravenna ricorda che "nel fatidico 2009, durante il quale la crisi economica e occupazionale ha inferto colpi gravissimi alle famiglie meno attrezzate per sostenerla, il Comune di Ravenna ha versato al Consorzio per la gestione di tutti i suoi servizi sociali all'incirca la stessa cifra del 2008 e degli anni precedenti, pari a circa 10 milioni di euro

 

Quindi e' accaduto che "la maggioranza, sorda ad ogni mio richiamo, ha continuato a privilegiare le spese effimere e di minore interesse generale, trascurando che il tessuto della comunita' Ravenna si stava sfilacciando e che la rete dei servizi sociali era ridotta al collasso". Infatti, spiega Ancisi, "se l'avanzo di amministrazione accumulato dal Comune, che ora dovra' essere bruciato per fronteggiare il buco di bilancio, fosse stato saggiamente utilizzato per dare ai servizi sociali, nei tempi giusti, le risorse minime di cui necessitavano, non ci troveremmo di fronte al disastro, con la seria aggravante delle ricadute negative sulla nuova gestione (in realta' solamente riverniciata) dei

servizi sociali, ora affidata all'Asp". (Dire)

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