Ravenna, buco Consorzio servizi sociali. Bazzoni (PdL): "Controlli più rigorosi"

Ravenna, buco Consorzio servizi sociali. Bazzoni (PdL): "Controlli più rigorosi"

RAVENNA - Nell'aprile 2010, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci rese nota "l'esistenza di un buco di bilancio" di "oltre 10 milioni di euro" del Consorzio dei servizi sociali, emerso in occasione della liquidazione dell'ente, incorporato dall'ASP di Ravenna, Cervia e Russi.

 

Lo ricorda il consigliere regionale Gianguido Bazzoni (pdl) in un'interrogazione, in cui evidenzia che, nel maggio 2010, nel Comune di Ravenna si è insediata una Commissione d'inchiesta allo scopo di fare luce sulla "grave" situazione economica venutasi a creare e su eventuali responsabilità.

 

Il gruppo pdl - prosegue il consigliere - si è dissociato dai lavori della Commissione, dando avvio ad un'indagine parallela, in considerazione del fatto che, "essendo gli organi di controllo del Consorzio di nomina del pd, partito di maggioranza al governo della città, questi non potevano non essere al corrente di quanto stava accadendo". Questo dato, a parere di Bazzoni, indurrebbe "a dubitare della trasparenza con cui potrebbe venire gestito il lavoro della Commissione", uno strumento - aggiunge -  che in passato, in occasioni simili, avrebbe "dimostrato tutta la sua debolezza ed inutilità, a maggior ragione in questo caso con un presidente indicato dal sindaco".

 

Bazzoni si chiede inoltre come mai i soci del Consorzio non fossero a conoscenza dei debiti che si stavano accumulando già dal 2002, nell'ordine di circa 500.000 euro, se, come sembra, ne erano a conoscenza gli amministratori, che "hanno garantito arbitrariamente aumenti sul valore delle prestazioni pagate alle cooperative del 12% nel 2008 e, successivamente, del 5% nel 2009, senza che fosse stata assunta alcuna decisione formale in merito, peggiorando notevolmente la situazione economica del Consorzio, che, nel 2008, presentava già spese non iscritte a bilancio per circa 3 milioni di euro".

 

L'esponente del pdl chiede quindi alla Giunta regionale per quali motivi i soci del Consorzio non abbiano agito per evitare gli aumenti, sapendo che il bilancio era già in disavanzo, e quali iniziative si intendano assumere per evitare che la stessa situazione possa ripetersi nella gestione della nuova ASP, a capo della quale sono stati nominati, come direttore, un ex assessore all'istruzione, e, come presidente, un funzionario di partito, ambedue sembra "senza alcuna esperienza gestionale riferibile a quella di un'ASP".

 

Bazzoni domanda infine se non si ritenga necessario "tenere la politica fuori da enti di vitale importanza per la società, soprattutto quando manca delle necessarie competenze" e quali iniziative si intendano porre in essere perché vengano effettuati controlli più rigorosi sui conti economici di enti pubblici e delle Aziende sanitarie, per evitare lo spreco di milioni di euro per ripianare buchi di bilancio.

 

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