Ravenna. Buco del Consorzio, la commissione d'inchiesta consegna la denuncia

Ravenna. Buco del Consorzio, la commissione d'inchiesta consegna la denuncia

Ravenna. Buco del Consorzio, la commissione d'inchiesta consegna la denuncia

RAVENNA - Martedì il presidente della Commissione d'indagine del consiglio comunale sul disavanzo emerso alla liquidazione del Consorzio per i servizi sociali di Ravenna-Cervia-Russi, Alvaro Ancisi, capogruppo della lista di opposizione 'Lista per Ravenna', accompagnato dal vice-presidente, Andrea Maestri, ha consegnato alla Procura della Repubblica di Ravenna la denuncia per reati contro la pubblica amministrazione, dopo che si è completato l'accertamento dell'assise consigliare.

 

> LA CONSEGNA DELLA DENUNCIA, LE FOTO di Massimo Fiorentini

 

Spiega Ancisi, depositando la denuncia: "Tutti i singoli commissari, oltre a me, l'hanno sottoscritta: Paolo Gambi, Andrea Maestri, Valentina Morigi, Diego Rubboli, Gianfranco Spadoni e Miria Venzi. L'art. 331 del codice di procedura penale impone a tutti i pubblici ufficiali che hanno notizia di reato perseguibile d'ufficio di farne denuncia scritta alla Procura della Repubblica. L'obbligo della denuncia è perciò personale".

 

Insomma, la denuncia era dovuta e ometterla o ritardarla sarebbe stato a sua volta un reato. E' quanto ricorda Ancisi rispondendo a chi considera "che la denuncia in oggetto sarebbe "una fuga in avanti" o una denuncia "estemporanea", fatta "con eccessiva fretta". La decisione è stata assunta quando, all'interno della commissione, è stata raggiunta la ragionevole e documentata certezza dei reati in questione e della loro gravità. Il ritardo nella presentazione della denuncia, se non l'omissione, sarebbe stato colpevole per ciascuno dei commissari che hanno concorso ad assumere tale decisione".

 

E conclude: "Occorre, infine, per rispetto dell'opinione pubblica, precisare che i fatti oggetto di denuncia sono emersi esclusivamente nel corso dei lavori e delle audizioni compiute da questa Commissione, prospettando un quadro assolutamente sconosciuto, almeno stando alle carte e alle cognizioni dei commissari che hanno sottoscritto la denuncia, rispetto a quello di partenza oggetto di pubblico dibattito, conosciuto dal consiglio comunale e dall'opinione pubblica stessa".


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