Ravenna, caccia: al via l'addestramento dei cani

Ravenna, caccia: al via l'addestramento dei cani

RAVENNA - Domenica 15 agosto prende il via l'addestramento dei cani da caccia. L'allenamento e l'addestramento si protrarrà fino a giovedì 16 settembre, dalle ore 7 alle 19, escluse le giornate di martedì e venerdì, quelle di pioggia e quelle in cui il terreno è ancora bagnato.

Per i cacciatori provenienti da altre Province, l'allenamento e l'addestramento dei cani da caccia, è consentito negli stessi tempi previsti nella provincia di provenienza. L'allenamento e l'addestramento è vietato dove ci sono colture in atto, frutticole e sementicole, identificate dal calendario venatorio provinciale. Dal 1° al 16 settembre, l'addestramento è vietato nelle giornate e negli orari in cui è invece consentita la caccia.

 

La caccia alla fauna migratoria inizia mercoledì 1° settembre, con la prima di sei giornate di anticipazione, previste per giovedì 2, domenica 5, giovedì 9, domenica 12, giovedì 16 settembre. In queste giornate i cacciatori possono sparare a merlo, tortora, gazza, cornacchia grigia e ghiandaia solo da appostamento fisso o temporaneo dalle 5,45 alle 13 (ora legale) a esclusione del Pre-parco del Delta del Po e della fascia costiera, a mare delle statali 16 Adriatica (vecchio tracciato) e Romea.

 

L'addestramento è vietato, fino al 1° settembre, all'interno delle ZPS, le aree previste dalla Direttiva UE per la conservazione degli uccelli selvatici, che ospitano popolazioni significative di specie di interesse comunitario. Per la corretta definizione dei confini, tabellati in collaborazione con gli ATC territoriali, come già è avvenuto per la scorsa stagione venatoria, è possibile consultare i siti internet di Regione e Provincia.

 

Dal 19 settembre a domenica 3 ottobre, i cacciatori potranno sparare alla selvaggina migratoria e stanziale in giornate fisse, giovedì e domenica dall'alba fino alle ore 13, e, alla sola avifauna migratoria da appostamento, fino al tramonto, negli ATC RA1, RA2 per intero e nel territorio a nord della via Emilia per l'ATC RA3. In queste giornate, nell'ora prima del sorgere del sole, i cacciatori potranno sparare esclusivamente alla fauna migratoria purché da appostamento fisso o temporaneo, e, dopo il sorgere del sole, alla fauna selvatica stanziale o migratoria . Dal 1 ottobre al 30 novembre, i cacciatori usufruiscono di altre due giornate di caccia alla sola migratoria da appostamento.

 

Dal 1 novembre al 31 gennaio 2011 è consentita la caccia in forma collettiva al cinghiale. "La Provincia - sottolinea l'assessore provinciale alla caccia Libero Asioli - per garantire la sicurezza di tutti gli operatori, ha stabilito il divieto di uso e detenzione di cartucce a munizione spezzata con borraggio predisposto per tiri a lunga portata (tipo over 100 o similari), di fucile a canna ad anima rigata, di munizioni a palla unica per fucile a canna ad anima liscia, che non siano previsti dalle operazioni di caccia agli ungulati o alla volpe in squadre autorizzate, esclusivamente a sud della via Emilia."

 

Dalla terza domenica di settembre e dalla seconda domenica di ottobre, si inizia la caccia anche nelle aree contigue del Parco del Delta del Po e nelle Pinete di Ravenna e Cervia. Dal 19 al 30 settembre, nelle Piallassa della Baiona e dei Piomboni, zone umide siti di Rete Natura 2000, la caccia termina alle ore 17 (ora legale), ma dal 3 ottobre si uniforma a quanto stabilito nelle effemeridi provinciali. Per adeguare il regolamento al piano faunistico proposto dal parco, all'interno di aree particolarmente delicate, quali le aree Pinetali, si sono definiti orari di chiusura pomeridiana della caccia alle ore 16 (17 ora legale) anche per i giorni feriali.

 

Per contenere i danni da fauna selvatica alle produzioni agricole, la Regione ha autorizzato la caccia in deroga allo storno; sarà possibile abbattere lo storno dal 1° settembre al 31 ottobre, in quei Comuni in cui sono stati liquidati danni provocati da questa specie alle colture agricole negli ultimi quattro anni, nelle aree e nei giorni in cui è permessa l'anticipazione dell'esercizio venatorio, con un limitato prelievo di questa specie, un carniere massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di 20 e 200 capi, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo e senza l'uso di richiami vivi appartenenti alla specie in oggetto.

 

Successivamente dal 1 novembre al 31 dicembre, si potrà intervenire con le medesime modalità sull'intero territorio provinciale, esclusivamente entro 100 metri dai frutteti. Con la stessa deliberazione sono state individuate le figure che possono occuparsi di tale prelievo, individuandole fra i cacciatori residenti in regione iscritti agli ATC locali, che esercitano la caccia in mobilità, in aziende faunistiche venatorie o che abbiano optato per la caccia da appostamento fisso con uso di richiami vivi. Si potrà cacciare in mobilità, mediante prenotazione telefonica, solo dal 1° ottobre.

 

"Il territorio agro-silvo-pastorale provinciale - spiega Asioli - è caratterizzato da ambienti diversificati che offrono prati incolti piuttosto secchi, frutteti irrigui e boschi verdi e rigogliosi, piccole proprietà contadine, con appezzamenti frammentati da continui fossi e canali di bonifica, nonché siepi e filari frangivento, che offrono rifugio e sostentamento alla fauna selvatica. Per mantenere la biodiversità ambientale e agro-forestale, la Provincia e gli ATC si stanno dedicando da diversi anni, a interventi di miglioramento ambientale, con contributi alle colture agricole a perdere o con la creazione e il mantenimento di quegli habitat ritenuti necessari al rifugio e all'alimentazione della fauna stessa. Sono infatti di fondamentale importanza le vecchie siepi di confine che una volta costellavano le nostre campagne, o quei fossati che, con una vegetazione selvatica incontrollata, forniscono rifugio alla piccola fauna selvatica, in una campagna troppo nuda e intensamente coltivata."

 

"Siamo nell'imminenza dell'apertura della stagione venatoria - commenta Asioli -, la prima che affrontiamo con il nuovo piano faunistico. Abbiamo svolto, in collaborazione con gli A.T.C. RA1 - RA2 - RA3, un lavoro di riorganizzazione delle zone di rifugio, di rispetto e di ripopolamento. Questo darà un contributo decisivo all'incremento faunistico. Abbiamo approvato il nuovo regolamento per gli appostamenti fissi che, salvaguardando la caccia di tradizione, pone al centro della gestione la salvaguardia della fauna. E' stato approvato anche il regolamento per la vigilanza venatoria e sono state stipulate con le associazioni, convenzioni per rendere più efficace la vigilanza sul territorio. L'intenzione è quella di reprimere gli atti di bracconaggio, di fare prevenzione e di dare le giuste informazioni ai cacciatori e agli agricoltori in materia ambientale e faunistica.

Anche quest'anno la Regione ha approvato il prelievo dello storno in deroga: noi avevamo richiesto, come per la scorsa stagione, l'inserimento delle tortore dal collare. Stupisce il parere nettamente contrario dell'ISPRA sulla nostra richiesta. Fra l'altro, si tratta di una specie in costante aumento che continua a produrre danni alle colture agricole. I danni da fauna richiesti dagli agricoltori, nella nostra provincia, ammontano, per il 2009, a 320mila euro. La giunta provinciale ha appena deliberato un contributo di 256mila euro, l'80% dei danni richiesti. La caccia oggi svolge un importante funzione - conclude Asioli - perché cerca di mantenere un corretto rapporto fra presenze faunistiche e compatibilità con le produzioni agricole, è importante cacciare avendo il massimo rispetto delle colture in atto."

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