Ravenna, calcioscommesse. Ancisi (LpR): "Fidejussione e convenzione non c'entrano"

Ravenna, calcioscommesse. Ancisi (LpR): "Fidejussione e convenzione non c'entrano"

RAVENNA - "Le dimissioni di Mercatali da presidente onorario della Ravenna Calcio, l'adesione del sindaco a discutere nella prima seduta di giovedì prossimo del consiglio comunale sul coinvolgimento della nostra città nella nuova calciopoli, il possibile accoglimento della richiesta di costituzione di parte civile del Comune nel processo: sono i primi risultati dell'azione svolta dall'opposizione. Occorre proseguire con fermezza e lucidità su questa strada. Di seguito alcune doverose precisazioni".

 

Lo ha dichiarato Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, in merito allo scandalo calcio scommesse che ha coinvolto anche il Ravenna calcio e che ha portato alle dimissioni di Mercatali da presidente onorario della società giallorossa.

 

"La fidejussione di cui, a seguito di un'intercettazione - continua Ancisi - si è parlato non è e non può essere del Comune di Ravenna. Se ci fosse, non sarebbe dovuta sfuggire ai consiglieri comunali uscenti, compreso il consigliere Bucci (che lo è da 14 anni), perché di competenza del consiglio comunale, non del sindaco. L'avrei trasmessa direttamente alla Procura regionale della Corte dei Conti, specie se nell'arco di un mandato in cui la Giunta comunale ha rifiutato (sbagliando) di sostenere la ristrutturazione del mercato coperto con una fidejussione a favore dell'associazione temporanea d'impresa degli operatori del mercato, costituita allo scopo a seguito delle promesse ricevute in tal senso".

 

"A maggior ragione ora che il Ravenna si è salvato dalla retrocessione sul campo, la convenzione in essere per la concessione in uso dello stadio Benelli potrà essere se mai ridiscussa, ma non sospesa. Si farebbe il male della squadra che, in qualunque campionato sportivo sia o sarà collocata, dovrà pur avere un campo in cui giocare; né può essere destinato ad altri usi lo stadio Benelli (costruito, va detto, negli anni sessanta, per merito dell'ultima amministrazione comunale di centro, che non poteva prevedere gli scriteriati piani regolatori successivi che lo hanno circondato di ogni possibile e fitta cementificazione urbanistica). Ne verrebbe un danno al Comune stesso, che assegna l'uso di questo come degli altri propri impianti sportivi sulla base di un regolamento. Nel caso del Benelli (impianto "specifico" di categoria C), esso prevede che la società concessionaria paghi un canone annuo pari a L. 150.000.000 per la serie A, a L. 70.000.000 per la B, a L. 15.000.000 per la C, con ogni spesa di gestione e  di manutenzione ordinaria (invero notevoli) e con ogni responsabilità e obblighi di sicurezza a carico della società, restando a carico del Comune, come a norma di legge per tutte le sue proprietà immobiliari, solo la manutenzione straordinaria. L'opposizione può chiedere di aggiornare, modificando il regolamento degli impianti sportivi, l'entità del canone, tenendo però conto, a mio parere, che Ravenna non si può permettere di non avere una squadra di calcio in un campionato che non sia solamente amatoriale, né di tenersi uno stadio vuoto destinato a ridursi in malora".

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