Ravenna, campagna della Cgil contro il caporalato in edilizia

Ravenna, campagna della Cgil contro il caporalato in edilizia

Ravenna, campagna della Cgil contro il caporalato in edilizia

RAVENNA - La Fillea Cgil ha avviato in queste settimane una massiccia campagna di informazione e sensibilizzazione per la piena affermazione della cultura della sicurezza nei cantieri e contro i fenomeni di caporalato e di lavoro irregolare. La crisi nel settore delle costruzioni conferma un andamento congiunturale negativo in Italia anche per il 2010. "Il comparto - spiega il segretario provinciale dalla Fillea, Paolo Paolini - è tornato ai dati di 10 anni fa in termini di volumi di affari".

 

"Nel corso dell'ultimo anno edile, che va dall'1 ottobre 2009 al 30 settembre 2010, in Emilia Romagna si sono persi 13.000 posti di lavoro. Ci avviamo alla fine del 2010 a raggiungere la cifra circa di 20.000 dipendenti in meno rispetto al 2008, anno in cui il settore ha iniziato a risentire della recessione". La crisi economica ha ulteriormente accentuato gli elementi negativi già presenti nel settore come caporalato, lavoro nero e irregolare, evasione fiscale. La competizione si svolge sempre più al limite della legalità. Questa evidente insicurezza è figlia di una condizione di sfruttamento e sottomissione.

 

"Nei cantieri - spiega Paolini - troviamo molti contratti part time senza alcuna documentazione in ordine. A fronte di una busta paga tarata sulla riduzione dell'orario di lavoro da contratto, la stragrande maggioranza dei lavoratori è in realtà impegnata 10 ore al giorno in cantiere. Poi troviamo i finti artigiani - fenomeno in forte espansione, pagati a 10 euro l'ora o a paga globale giornaliera - e i dipendenti associati in partecipazione che è una forma di autoriduzione imposta del proprio stipendio".

 

In questo contesto la Fillea Cgil Emilia Romagna promuove un'iniziativa contro il lavoro irregolare e insicuro nei cantieri edili della regione, in sintonia con le azioni promosse dalla Fillea Cgil nazionale a sostegno della campagna contro il caporalato. "L'iniziativa si sta svolgendo su più fronti - commenta Paolini -. In tutta la provincia sono stati affissi manifesti in cui si spiegano le problematiche del settore, sono inoltre state distribuite migliaia di magliette e guanti da lavoro nei vari cantieri in provincia. A livello istituzionale abbiamo inviato una lettera a tutti i 18 sindaci del territorio in cui segnaliamo le problematiche e sottolineiamo l'esigenza di prestare massima attenzione ai fenomeni in atto. Un'altra comunicazione verrà spedita agli amministratori dei condomini che per la loro funzione hanno spesso a che fare con le imprese edili per i piccoli e grandi interventi di manutenzione o ristrutturazione".

 

Il sindacato di categoria chiede di equiparare il reato di caporalato a quello di traffico di esseri umani portando come conseguenza che i caporali vengano perseguiti penalmente. Oggi, con la normativa attuale, incappano in una semplice sanzione pecuniaria di 50 euro. La Fillea Cgil ritiene che vadano ulteriormente incentivati i controlli degli organismi addetti alla vigilanza, ma anche i committenti siano attivi nella vigilanza durante l'esecuzione dei lavori su tutta la filiera: "E' infine necessario - conclude Paolo Paolini - escludere dai bandi di gara, almeno per un lungo periodo, quelle aziende già segnalate come irregolari".

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