Ravenna: campi nomadi, per Ancisi (LpR) è "il fallimento dell'amministrazione comunale"

Ravenna: campi nomadi, per Ancisi (LpR) è "il fallimento dell'amministrazione comunale"

RAVENNA - "La carovana di nomadi che ha occupato il parcheggio scambiatore di Marina di Ravenna ripropone, con la massima evidenza, un problema grave del nostro territorio, che è la mancanza di un'area di transito per i nomadi e che non si risolve - come dice il sindaco - allontanandoli, di volta in volta, con ordinanze e dispiego massiccio di forze, dalle aree occupate abusivamente, col rischio incombente di danni e danneggiamenti che nessuno ripagherà".

 

E' categorico Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, intervenuto in merito alla situazione dei campi nomadi.

 

"L'amministrazione comunale di cui Matteucci è l'attuale esponente spese un miliardo di lire e impiegò dieci anni per attrezzare un campo nomadi di transito - che significa per non oltre 48 ore  - in zona Cà Ponticelle, fuori Ravenna.  Attivato nel 2000, fu trasformato scorrettamente in un campo stanziale per una carovana di nomadi rumeni, che lo abbandonò nel 2002 dopo aver ricevuto dal Comune alloggi di case popolari, in nome di un'integrazione anch'essa poi clamorosamente fallita. Il campo si trasformò in una discarica a cielo aperto, ricettacolo di ogni marciume. Finché, nel 2005, il campo fu chiuso, proclamando, in  suo luogo, una politica di integrazione sociale dei nomadi, in pratica la scomparsa dei nomadi dal nostro territorio. In realtà, la chiusura del campo è stata la dimostrazione dell'incapacità di gestirlo decentemente".

 

"Ma i nomadi - prosegue il capogruppo di Lista per Ravenna - non sono spariti e non spariranno per decreto del sindaco sul "divieto di accampamento". Hanno continuato e continueranno ad accamparsi dove capita (nelle Bassette, alla Darsena, a Lido di Savio, a Lido di Classe, nelle piazzole dei mercati, ora a Marina di Ravenna, domani non si sa), senza luce, senz'acqua, senza servizi igienici, con le inevitabili conseguenze ambientali, igieniche, urbanistiche, ecc. e i ricorrenti allarmi per l'ordine pubblico".

 

"Dopo avere sbagliato tutto nella politica di gestione della problematica nomadi, dilapidando il denaro pubblico - conclude Ancisi - esibire i muscoli non serve al sindaco per nascondere che, su questa materia, si vive alla giornata, sperando nello stellone e raccomandandosi alla professionalità e all'impegno della questura e dei carabinieri. Questa non è una risposta, ma solo una dichiarazione di fallimento e di impotenza".

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