Ravenna capitale della cultura, parte la sfida

Ravenna capitale della cultura, parte la sfida

RAVENNA – Si è svolto giovedì mattina nella sala del Consiglio un primo incontro degli assessori alla cultura dei Comuni della provincia di Ravenna per affrontare le tematiche relative alla candidatura della città bizantina a capitale europea della cultura 2019. La città, in qualità di capofila, intende coinvolgere inizialmente l’intero territorio provinciale per dar forza alla candidatura, con la possibilità di estendere la collaborazione anche alle altre città romagnole.


L’assessore Alberto Cassani, affiancato dall’assessore provinciale Massimo Ricci Maccarini, ha illustrato i criteri e la tempistica relativi alla candidatura e le motivazioni che hanno spinto la città ad affrontare la sfida europea. Alla fine del 2012 il Governo italiano emanerà il bando per raccogliere le richieste, il processo di designazione durerà due anni; la giuria, composta da 13 membri, 7 di nomina europea e 6 scelti dal Governo nazionale, si esprimerà alla fine del 2014.


L’assessore Cassani ha spiegato che la competizione viene giocata sulla qualità del programma presentato e non tanto e non solo sull’ampiezza e sull’importanza delle tradizioni culturali o sul patrimonio storico. La dimensione europea e la capacità di coinvolgimento dei cittadini sono i criteri ai quali ispirarsi per dimostrare di avere costruito sulla cultura lo sviluppo economico e urbanistico della città.


L’orizzonte della sfida, ha ricordato Cassani, sta nella la capacità di innovazione e di costruzione di un rapporto fecondo con la contemporaneità, con uno sguardo attento e disponibile alle esperienze culturali del mondo giovanile. L’obiettivo traccia quindi un percorso importante quanto la meta.


Da parte degli assessori dei Comuni presenti e intervenuti nella discussione, fra i quali quelli di Faenza, Lugo, Alfonsine, Massalombarda, Fusignano, Riolo Terme, è stata espressa la massima disponibilità e la piena adesione al progetto, con i Comuni aderenti della Bassa Romagna pronti a lavorare su un programma unico ripensando la propria identità culturale e con Faenza sollecita a chiedere la nascita di una rete dei Comuni sulle politiche culturali.


In attesa di un prossimo incontro, l’impegno preso da tutti i partecipanti è quello fare una mappatura di tutte le iniziative più rilevanti messe in campo da ciascun Comune per i prossimi anni, che siano rispondenti ai criteri indicati: attenzione alla contemporaneità, all’innovazione e alla dimensione europea.

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Il 2008, ha concluso Cassani sarà quindi l’anno della riflessione e della preparazione di un inedito sforzo collettivo.


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