Ravenna, centinaia di persone in corteo per il 66esimo della Liberazione

Ravenna, centinaia di persone in corteo per il 66esimo della Liberazione

Ravenna, centinaia di persone in corteo per il 66esimo della Liberazione

RAVENNA - In occasione del 66° della Liberazione di Ravenna sabato mattina si è riunito il consiglio comunale in municipio - presenti tutti i gruppi consigliari tranne il Pdl - per poi proseguire la seduta articolata nelle cerimonie organizzate in Piazza del Popolo e a Porta Ravegnana. Prima di presenziare all'appello in Consiglio comunale e di scendere in piazza del Popolo per l'inizio delle celebrazioni, l'on Giorgio La Malfa si è intrattenuto con il sindaco Fabrizio Matteucci.

 

>LE IMMAGINI DELLA CELEBRAZIONE, fotoservizio di Massimo Argnani

 

All'incontro erano presenti il vice sindaco Giannantonio Mingozzi, il consigliere comunale Paolo Gambi e l'assessore Lameri. L'on La Malfa ha posto la sua firma preceduta da una frase sul  libro d'onore della città. Questa è la frase: "Felice di essere ancora una volta a Ravenna dove il Partito repubblicano ha le sue radici più salde e onorato di essere stato chiamato a celebrare l'anniversario della liberazione della città". In Piazza del Popolo sono state deposte le corone ai caduti alla presenza del picchetto d'onore, della  banda cittadina, e del coro "Giorgio Gaudenzi" formato da 145 bambini della scuola elementare Mordani.

 

Dalla Piazza è partito il corteo cui hanno partecipato alcune centinaia di persone diretto a Porta Ravegnana (Borgo S.Rocco) dove è stato reso omaggio alla lapide in memoria dei partigiani della 28° Brigata Garibaldi e dei reparti alleati. Sono intervenuti il presidente del Consiglio Valter Fabbri, il presidente dell'Anpi Ivano Artioli, il sindaco Fabrizio Matteucci e l'onorevole Giorgio La Malfa per il discorso commemorativo.

 

"Celebriamo il coraggio di uomini e donne militanti di varie formazioni politiche - ha detto, tra l'altro dopo aver ripercorso l'analisi storica del periodo pre e post bellico e citato Bulow e Zaccagnini-.   "Comunisti, socialisti, repubblicani, azionisti cattolici e di tanti senza milizia politica che contribuirono alla battaglia di Ravenna e alla Liberazione della città. Ma è questa come sempre, un'occasione per riflettere sulla nostra storia e sui problemi dell'oggi. In primo luogo per riaffermare che  la liberazione del nostro suolo dall'occupazione tedesca e dall'alleato fascista non sia stata il frutto esclusivo delle truppe alleate ma anche il risultato di una lotta condotta dall'antifascismo prima durante gli anni del regime, con migliaia di uomini uccisi, torturati, costretti all'emigrazione e poi la Resistenza con i suoi martiri".

 

In conclusione ha citato il partigiano Leo Valiani  affermando che " nella prefazione di uno dei più bei libri della Resistenza dal titolo "Tutte le strade conducono a Roma", pubblicato nel 1946 e dedicato a tutti i caduti ‘della nostra parte e dell'altra' scriveva: ‘Ora sembra che il vento dello spirito sia sia acquietato e che sia sia tornati a vegetare nella palude dei normali egoismi' e poi aggiungeva però con quella fede nelle libertà e nell'avvenire che caratterizzò la lotta antifascista e partigiana nelle sue espressioni più alte:  ‘Gli umonini hanno sempre dissodato le paludi". Perciò - ha concluso La Malfa - possiamo e dobbiamo andare avanti proprio nel nome di quei valori e quegli ideali per i quali si battevano quelli che il 4 dicembre del 1944 liberarono la città di Ravenna".


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